Mercato della Terra, altra soccombenza giudiziale del Comune di Soverato



Riceviamo e pubblichiamo da ex titolari del Mercato della Terra:
Dopo il TAR Calabria e il Consiglio di Stato, è toccato al Giudice di Pace di Catanzaro darci ulteriormente ragione.

Questa volta la vicenda ha avuto ad oggetto un’ingiunzione fiscale intimante il pagamento del complessivo importo di € 10.607,09, derivante da un verbale a noi notificato in data 20/02/2017 con cui ci è stata ingiustamente contestata l’attività di vendita diretta di prodotti agricoli nonché la vendita di prodotti alimentari.

Immediatamente dopo la notifica, per tramite del nostro legale di fiducia, abbiamo contestato senza indugio il ridetto verbale, nonché l’Ordinanza con cui è stata disposta la chiusura dell’attività commerciale, mediante il ricorso al Sindaco come previsto dall’art. 18 della Legge n. 689 del 24/11/81.
A fronte di tale ricorso l’Autorità competente non ha emesso alcun provvedimento di definizione o Ordinanza di ingiunzione.

Nonostante ciò, ci è stata notificata l’ingiunzione di pagamento intimante il pagamento del complessivo importo di € 10.607,09, che ci ha obbligato a ricorrere al Giudice di Pace di Catanzaro per ottenere il relativo annullamento.

In questa sede, ancora una volta, abbiamo dato piena dimostrazione delle ragioni e del conseguente illegittimo comportamento del Comune di Soverato.
Detta Autorità, infatti, all’esito di adeguata istruttoria, ha definitivamente confermato l’arbitraria ed errata condotta dell’Ente per aver emesso un’ingiunzione in mancanza di un titolo esecutivo, tra l’altro per un credito inesistente.

Rilevato ciò, il Giudice di Pace di Catanzaro ha accolto il nostro ricorso annullando la predetta ingiunzione e, contemporaneamente, condannando il Comune di Soverato al pagamento – in nostro favore – di ulteriori spese e competenze legali.

Esborsi che, oltre a poter essere evitati, vanno ad aggiungersi a quelli di cui l’Ente è stato già costretto a farsi carico in tutta questa vicenda.
Senza considerare le perdite economiche a bilancio che, ad oggi, la gestione di tutta la questione sta continuando a produrre.

Il nostro auspicio, dopo le diverse azioni giudiziarie, è che la questione possa risolversi definitivamente in via bonaria evitando l’instaurazione di ulteriori giudizi che, allo stato, si ritengono purtroppo necessari per ottenere il riconoscimento dei nostri diritti, ancora non integralmente garantiti.