MES: ma perché bisogna salvare gli Stati?

Premessa à la page. Da martedì, i bambini resteranno sprangati in casa, però vestiti all’ultima moda, mentre le mamme, sprangate, avranno ordinato a domicilio gli abiti presso negozi aperti apposta per i frugoletti: ahahahahahah!

Premessa tv: quando votarono il MES, al governo c‘era – guarda tu! – Monti con la Fornero; la Lega votò contro; FI votò a favore, ma la Meloni non era in aula. Vero che a Conte non importava molto di Salvini e della Meloni, ma di contenere il dissenso di quel che rimane dei 5 stelle, e quindi di salvare il suo precario governo. Ora aspettiamo se l’Italia otterrà i coronabond, oppure dovrà inghiottire il MES, magari chiamandolo, in conferenza stampa, MAS o MIS o MOS o MUS, e cantando vittoria.

Premessa tre. Avete visto tutti quel bel fumettone di film Indipendence day, dove arrivano dal cielo dei sordidi mostri ipertecnologici, intenzionati a papparsi – letteralmente – la Terra. Ebbene, dopo un poco di avventure, i nostri eroi americani trovano la soluzione, e attaccano il repellente nemico verdastro: ed ecco lui, Lui in persona, il presidente USA, il quale, recuperata non si sa come un tuta, dichiara, con maschio piglio al suo vice: “Sono un pilota da caccia: il mio posto è in volo!”; e per i cattivoni spaziali fu la fine. Ora immaginate che succeda in Europa, e che l’Europa tenga riunioni dell’europarlamento, dell’eurogruppo, dell’eurocuzzupa… e vii e rinvii… e i mostri intanto si mangiano anche il Colosseo! A parte che non ce lo vedo, Sassoli, a pilotare manco una macchinetta dell’autoscontro; e figuratevi Ursula. Ecco, dopo mezzo secolo, cos’è l’Europa anche di fronte a un virus: altro che i Marziani!

Abbiamo saputo che esiste un meccanismo europeo per salvare gli Stati; in realtà, è un prestito che gli Stati “salvati” dovranno restituire con interessi, il che somiglia più a cravattari che a benefattori. Del resto, anche gli strozzini intervengono a salvare da altri strozzini illegali, o legali tipo Equitalia.

Io mi domando però perché bisogna salvare degli Stati; o, se preferite, perché ci sono Stati da salvare; e da cosa bisogna salvare gli Stati. Ora ve lo spiego.
Bisogna salvarli da una crisi economica che è iniziata nel 2008, e dopo dodici anni è sempre qui, sempre uguale; e nessun plurilaureato in economia ha immaginato un rimedio, come farebbe un rustico campagnolo: “Sono un salumaio, il mio posto è nel porcile”, e giù produzione e smercio di soppressate. E invece i Prodi e le Ursule eccetera sanno solo produrre fogli di carta spacciati per moneta, e sanno parlare solo di fogli di carta, i quali, secondo loro, rappresentano le soppressate; solo che, piccolo particolare, non ci sono le soppressate, né i porci e i porcai. Porcaro era Eumeo, il quale diede una validissima mano ad Ulisse per sterminare i proci.

Ulisse, il quale non è sbarcato in Calabria. Che c’entra? Niente, ma è bene ricordarlo spesso. A questo proposito, io sarei orgoglioso se un malato inglese fosse venuto a curarsi a Catanzaro, non tanto lo sono se un bravissimo calabro medico, a Catanzaro non assunto e il diavolo sa solo perché, deve lavorare a Londra.

Torniamo ai porci. Per fare le soppressate, servono questi animali e il loro nutrimento, e un procedimento di macellazione e preparazione e stagionatura, infine di scambio e commercializzazione. Questa è l’economia: οἰκονομία, governo della casa; il resto è πλουτοκρατία, potere dei soldi: entrambe parole create da un grand’uomo ingiustamente sottovalutato, Senofonte.

Dal 2008, il problema di questa scalcinatissima Europa è l’economia: cosa produrre, e quindi anche cosa non produrre perché più non serve; e come scambiare i prodotti all’interno e all’estero. Per esempio, la Calabria è zeppa di cellulari, ma priva di infiniti altri prodotti, e persino di soppressate, che importiamo. Se anche ci inondassero di soldi e li sapessimo spendere, cosa finora mai avvenuta (che li sapessimo spendere, dico; l’inondazione di soldi ci fu, eccome!), il problema non è regalare cento miliardi di euro ad ogni singolo calabrese, è che il calabrese dovrebbe usare le monete per compare roba prodotta altrove.

Morale, i soldi dati alla Calabria sarebbero soldi dati a tanti altri tranne che a noi; a parte pagare stipendi a valanghe di sederi piatti della Regione e cose del genere.

Ulderico Nisticò