Mi arrendo


 La più celebre resa militare della storia, quella di Cambronne a Waterloo, è un falso; e il serio generale, negli anni seguenti, scrisse persino un libro per negare di aver mai risposto M*rde all’ufficiale britannico che, pragmatico come sono quelli d’oltre Manica, gli aveva proposto “Braves Français, rendez vous”. Cambronne si arrese, e senza disonore, avendo compiuto il suo dovere fino all’ultimo… e non oltre.

Che c’entra questo fatto del 1815 con il 2026? C’entra, perché ho deciso di arrendermi pure io su due argomenti, due battaglie… perse, pensate voi… macché non iniziate, per mancanza di nemico.

E già, mica mi trovo di fronte lo snob Wellington o il burbanzoso Blücher; o l’elegantissimo Picton, quello che si trovava in ferie a Bruxelles, quindi senza divisa, e morì in battaglia vestito da ballo. Tranquilli, non ho di questi nemici; e nemmeno amici. Mi arrendo lo stesso in entrambe le guerre.

La prima è l’anno europeo dei Normanni 2027, tra dieci mesi: è palese che non gliene impipa a nessuno, né Giunta regionale né Commissione consiliare Quinta; e figuratevi ai nostri depressi intellettuali del piagnisteo segue cena.

La seconda è l’assedio di Catanzaro, centenario del 1528, che, tranne qualche volenteroso privato, è ignoto a tutti, e troverà la città del tutto muta all’alba del gennaio 2028, tra ventidue mesi.

Può darsi però che nel 2027 e nel 2028 qualcuno organizzi i soliti conv€gni con quattordici relatori (segue c€na) e sette persone di pubblico, riprese dalle tv in campo corto, cortissimo, una per una per poter dire “Io c’ero”. Può darsi, ma io non partecipo a tali sceneggiate.

Ulderico Nisticò