Miliardari nello spazio

 Un paio di miliardari americani hanno pagato un pacco di soldi per una gita nello spazio. Immagino già quanti si stanno stracciando le vesti e piangendo sangue, perché quei soldi potevano distribuirli un tanto a testa ai poveri degli Stati Uniti (che sono, scherzando e ridendo, trenta milioni), invece di spenderli per dieci minuti di emozioni. Detto così, pare convincente, e giù commossi applausi.

 E invece, se i ricconi avessero dato 01, 02, 10 $ a ciascuno dei poveri, ciascuno dei poveri avrebbe comprato, che so, una pizza o una bibita (niente pubblicità gratis!), per ritrovarsi il giorno dopo più miseri di prima. Se il nababbo ha passato valigie di dollari alla NASA, la NASA li investirà in razzi eccetera, il che darà lavoro a fisici, ingegneri, tecnici, e magari anche ai poveri. A questi, purtroppo, solo indirettamente, in quanto non sono né ingegneri né fisici: però, qualcosa piluccheranno anche loro.

 Fatevi un ripasso di storia: le piramidi, i templi greci e romani, le cattedrali, eccetera, sono sì costati soldi senza limite; però ci campavano sopra gli artisti, i tecnici… e persino gli schiavi, che, se non altro, mangiavano. E le guerre? Leggete questo mio denso e brevissimo libello, e vedrete che nelle guerre di Atene, che erano innumerevoli ogni giorno, qualcuno moriva, ma migliaia ci guadagnavano; e tutti non vedevano l’ora di farne qualcuna.

 Lo stesso per la letteratura e l’arte. Senza Augusto, non avremmo avuto Orazio e Virgilio e il Pantheon: scusate se è poco. Senza la politica degli Estensi di Ferrara, niente poesia cavalleresca di Boiardo, Ariosto, Tasso eccetera. Senza via della Conciliazione, Roma sarebbe un mucchio di catapecchie tipo film di Magni: pittoresche e malaticce.

 A proposito di Chiesa: senza Giulio II, Michelangelo avrebbe disegnato sugli album squadrati delle elementari. Se il papa, invece della Sistina, avesse distribuito maccheroni ai poveri di Roma… vedi sopra.

 Questo per le cose materiali. E non è questo che m’interessa: anche perché le grandi civiltà del passato ci hanno lasciato il Partenone in mezzo a casette giusto per dormire; e il popolo, se gli avessero chiesto di scegliere tra una bella chiesa e una casa di riposo o un ospedale, non avrebbe esitato un istante; e anche ospedale e casa di riposo l’avrebbe voluto bello e affrescato. Non come certe chiese di oggi, più dozzinali di un fienile; o certe scuole dove ad uno passa persino la voglia di spiegare ai ragazzi l’Ode Settima di Saffo, che fu paragonata, per sublimità, all’intera Iliade. Però come si fa a recitarla in aule prefabbricate e sopra i banchi dell’Azzolina.

 Evviva dunque Mecenate. Chi era costui? Uno molto ricco, e se no lo finanziava Augusto; e che, senza alcuna carica ufficiale, gestiva la cultura.

 Noi in Italia non abbiamo alcun Mecenate, e tanto meno un Augusto. Figuratevi se un nostro riccone si mette lo scafandro e paga per ammirare la Terra dallo spazio. Sono solo usurai.

Ulderico Nisticò