Mollis lex sed lex… anzi, leges

Ebbene, sì: quando uno sente Consiglio di Stato, immagina un’adunanza di vecchi giuristi dalla barba bianca, che parlano “rado, con voci soavi”, colmi di sapienza e soprattutto di saggezza. E invece, dopo le ultime notizie, mi viene in bocca questa Degnità del Vico, grande giurista prima che sommo filosofo: “Il vulgo per ogni particulare vuole una legge, non sapendo intendere gli universali”. Infatti, il nostro Consiglio ha decretato non che la lista Jonio ha ragione, ma che non c’è una legge esplicita la quale vieti a un candidato di presentare se stesso. Con ciò, i dotti del Consiglio hanno sancito:

– che ad uno non dà ragione però non dà torto;
– di non conoscere una massima universale, Nemo testis in causa sua; e siccome ormai non mi meraviglio di niente, meglio se la traduco: nessuno può testimoniare in una faccenda che lo riguardi;
– che per ogni particulare serve una legge; esempio,

“E’ vietato rubare la bicicletta di Ulderico Nisticò, nato a Catanzaro il 27 maggio 1950… ”;

– è dunque lecito rubare la bicicletta di Arcibaldo Guidaccioni, nato a Rovigo… e di Adalgisa Biagi, nata a Palermo…
– servono perciò sessanta milioni di leggi circa il furto della bici di ogni singolo cittadino italiano, e cittadino straniero legalmente residente in Italia… e qui ti voglio, le cause!

Avremmo perciò, con Tacito, che “corruptissima re publica, plurimae leges”, tanto più uno Stato è corrotto, tante più leggi si fanno; e spiega il perché: “non in commune, sed in singulos latae quaestiones”, cioè ognuno vuole una legge per conto suo. Ed ecco di nuovo il Vico.

Ma ormai… dura… mollis, mollissima lex, sed lex. Il 20 settembre, le liste di Soverato sono tre e non due. Attenzione, per chi ha capito male: se il 22 mattina alle 11.45 qualcuno mi avesse chiesto di firmare la lista Jonio, l’avrei firmata; e magari, con quel poco di popolarità che ho, avrei pure trovato 19 amici per arrivare a 20. Firmare significa solo consentire la presentazione di una lista, mica è un impegno a votare.

Io, del resto, non ce l’ho con la lista Jonio o con le altre due: io ho detto per mesi, e ripeto qui, essere assurdo che delle forze politiche e compagini sociali, in particolare la Lega, non siano stati capaci di mettere assieme una lista con un paio di mesi d’anticipo, e quindi firme, contrassegno eccetera. E nemmeno incontrare venti sfaccendati sul Lungomare.

Ma non è assurdo, se le suddette compagini e forze hanno fatto politica zero, manifesti zero, manifestazioni zero, comunicati zero, riunioni zero… e qualunque cosa vi venga a mente, zero. Riunioni clandestine nelle case, mi dicono: ma quelle sono solo camarille per i fattacci personali loro e parenti stretti. E figuratevi se si doveva votare a maggio!!!

Ormai, mancando a oggi 22 giorni al voto, 20 alla fine della campagna elettorale, alla lista Jonio tocca recuperare i mesi e mesi e mesi di assenza totale, e farci sapere:

1. per quali ragioni politiche e amministrative si oppone alla lista degli uscenti;
2. quali critiche esporrà in tre settimane, che non espose in mesi e mesi;
3. qual è il programma per il quale afferma di voler amministrare Soverato;
4. varie ed eventuali.

Coraggio, magari assisteremo a un minimo di campagna elettorale vivace. Boh, non si può mai dire.

Ulderico Nisticò