Montepaone, quando lo yoga incontra il biologico: Swami Divyatej in visita al Naturium


Il maestro della fondazione Art of Living accolto da Giovanni Sgrò. Un incontro che racconta la convergenza tra benessere, natura e cibo sano nella Calabria che guarda al futuro

C’è una fotografia che vale più di molte parole. Un gruppo di persone sorridenti, riunite sotto l’insegna verde e arancione del Naturium di Montepaone, attorno a una figura vestita di bianco.

È Swami Divyatej, master teacher della fondazione internazionale Art of Living, che nei giorni scorsi ha fatto tappa nello spazio calabrese dedicato ai prodotti biologici e naturali, lasciandosi sorprendere — parola sua — dal “grandissimo assortimento” che ha trovato sugli scaffali e dalla qualità dell’accoglienza ricevuta.

Non è stata una visita casuale. Il maestro si trovava in Calabria per condurre un seminario sugli Yoga Sutra di Patanjali, il testo fondamentale della filosofia yogica, ospitato sabato 28 febbraio all’Agriturismo Gullà di Copanello di Stalettì. Una giornata intera, dalle dieci del mattino fino al tardo pomeriggio, tra ulivi secolari affacciati sullo Ionio, dedicata alla conoscenza di sé, alla meditazione, a un pranzo vegetariano e a una passeggiata tra i boschi. Un’esperienza organizzata dal team di Art of Living Calabria che ha richiamato partecipanti da tutta la regione.

Ed è proprio nel contesto di questa permanenza sul territorio che Swami Divyatej ha visitato il Naturium, il progetto imprenditoriale e culturale ideato da Giovanni Sgrò, presente con i suoi punti vendita a Montepaone e Rende. Un progetto che non si limita alla commercializzazione di prodotti biologici e biodinamici, ma si propone come luogo fisico di incontro, scambio e promozione di uno stile di vita consapevole.

“Il maestro è rimasto colpito dalla varietà e dall’autenticità di ciò che proponiamo”, racconta Sgrò. “Ci ha lasciati con la promessa di tornare, conquistato dall’accoglienza e dalla bellezza che il nostro territorio ormai esprime con crescente consapevolezza”.

L’alleanza tra terra, corpo e mente

C’è un filo rosso che lega la visita di Swami Divyatej al Naturium, il seminario all’Agriturismo Gullà e la rete di fornitori che ruota attorno al Naturium. E quel filo si chiama convergenza.

L’azienda agricola Blandini, ad esempio, è il principale fornitore di olio extravergine d’oliva biologico del Naturium: un’alleanza costruita nel tempo, che tiene insieme attività agricola, equilibrio della mente e del corpo e alimentazione sana. Non sono mondi separati: sono espressioni diverse di una medesima ricerca di benessere.

Ed è proprio questa la visione che Sgrò porta avanti da anni, e che oggi trova conferme sempre più tangibili. La Calabria centrale — quella fascia che si distende tra il mare di Copanello, le colline di Montepaone e le montagne dell’entroterra — sta diventando un laboratorio a cielo aperto di turismo lento e consapevole. Basta guardare al successo del Kost to Kost Calabria, alle attività del Giardino di Epicuro, alla proposta dell’Agriturismo Gullà e a tante altre realtà che, ciascuna con la propria specificità, mettono al centro la natura, la cura di sé e un rapporto autentico con il cibo.

Germogli di un cambiamento

“Quello che vediamo accadere potrebbe sembrare poco significativo se guardato singolarmente”, riflette Sgrò. “Ma noi pensiamo che queste esperienze siano come germogli: nel tempo possono generare un’attitudine positiva nelle persone che vivono questi territori, e anche in chi arriva qui per la prima volta. Chi viene nell’area centrale della Calabria oggi può godere di momenti preziosi di benessere. Ma può anche cominciare a immaginare una nuova residenza stabile, contribuendo a uno sviluppo omogeneo e distribuito tra mare, colline e montagne”.

Non è retorica. Qualcosa si muove concretamente. Sgrò racconta di un giovane ristoratore che si è presentato al Naturium con una richiesta precisa: ortaggi, carne, uova e latticini per almeno il cinquanta per cento biologici. “Stiamo ragionando insieme su come strutturare una fornitura con prezzi dedicati. Vorremmo che scelte come queste diventassero spontanee, soprattutto nell’ambito della ristorazione e delle cucine a vocazione vegetale, che hanno anche un impatto ambientale positivo capace di generare consenso tra cittadini e clienti”.

L’appello: fare squadra, adesso

C’è, infine, un appello che Giovanni Sgrò lancia con la franchezza di chi lo ripete da anni ma sente che il momento è arrivato. “Dobbiamo fare squadra sul tema del benessere. La ristorazione è molto migliorata, ma può fare un ulteriore passo avanti se inserita in una visione condivisa. Non basta agire singolarmente e in modo sporadico, come si è sempre fatto. Serve comunicare con lo stesso obiettivo, muoversi nella stessa direzione. Noi ci siamo e siamo aperti a qualsiasi confronto”.

È la Calabria del fare, quella che non aspetta che il cambiamento arrivi dall’esterno ma lo costruisce giorno dopo giorno, tra uno scaffale di prodotti bio, un uliveto affacciato sul mare e un maestro indiano che promette di tornare. Perché quando lo yoga incontra il biologico, quando la filosofia millenaria si siede a tavola con il chilometro zero, allora il benessere smette di essere un concetto astratto e diventa territorio. Diventa comunità. Diventa futuro.