Morti sulla strada

 Esprimo la mia pena per la morte del nostro concittadino, un onesto lavoratore; e la solidarietà ai congiunti. E credo sia un lutto per tutta Soverato.

Un’altra vittima… è facile dire della strada. Certo, la strada è novantenne (giunse a Soverato nel 1935), e sarebbe ora di finirla con le chiacchiere tipo Nesi o Lunardi: “La 106 è una priorità europea”, sentita da entrambi nel 1995 e nel 2005! Bisogna farla, e fregandosene delle proteste dei sindaci che vogliono lo svincolo sotto la merceria della cugina!

 Vero, ma non è la strada a uccidere, sono le automobili. Vero anche che ogni incidente ha una sua cronaca e delle possibili cause: una buca imprevista, un animale che taglia la strada, imperizia alla guida, eccesso di velocità, un malore improvviso del conducente, ubriachezza o/e droga del conducente medesimo, eccetera.

 Tante dunque possono essere le cause, a volte colpe, ma, detto in generale, non ne veniamo mai a sapere una. Giornali e tv, finita la lamentazione con le stesse frasi fatte, mai e poi mai comunicano che le indagini hanno appurato questo o quello o quell’altro; e che sono state accertate o colpe o cause; e sono avvenuti condanne e risarcimenti.

 E invece bisogna farlo, anzi dovrebbe essere obbligatorio per legge. Se si accerta (alla svelta!) che il conducente è colpevole, 1. ritirargli la patente a vita, senza giochini avvocateschi; 2. Mettere in prima pagina nome e cognome e fotografia del reo: così passa a tutti la voglia di scambiare la 106 per Monza! 3. Condanna da eseguire effettivamente in carcere; 4. Pagamento di tasca di ogni spesa.

Ulderico Nisticò