Movimenti nel Quarzo, o Comac

 Il Quarzo è quanto resta della fabbrica del 1937, in cui si lavorava il materiale delle cave di Davoli; e che operò fino agli ultimi anni 1940-50. Dopo anni di abbandono, divenne un deposito, donde il nome di Comac; rimase poi nuovamente abbandonato, per essere concesso in comodato al Comune, e utilizzato per varie manifestazioni pubbliche, non ultime gli spettacoli teatrali di chi scrive. Dal 23 marzo 2021 vediamo in atto dei lavori.

 Sgombriamo subito il campo da ogni garbuglio. Non s’intende qui ragionare di questioni legali, che secondo me sono a posto; e comunque non m’interessano. Io mi chiedo quale potrà essere la sorte dell’attuale edificio, per me, vecchio soveratano, il Quarzo.

 Anni fa, sindaco Mancini, si fece un gran vociare di un albergo a cinque stelle (in senso alberghiero), che avrebbe, secondo qualcuno, fatto di Soverato una specie di Ibiza e Montecarlo. Erano anni a chi la sparava più grossa; e intanto si apriva l’Acquario, come nel Principato, con promessa di migliaia di turisti… Solo che il nostro, dopo un paio d’anni di solitudine, fu l’unico della storia in cui i pesci sono morti affogati!

 Io allora feci notare che un albergo di superlusso galattico può essere concepito solo in un luogo di turismo parimenti galattico e di superlusso per milionari; cosa che a Soverato non esiste e non esisterebbe manco se l’albergo avesse più stelle dell’Orsa Maggiore, che sono, in verità, 77. Si venne a sapere poi che la licenza edilizia era non esattamente per “albergo” comunque stellato, ma per “strutture ricettive”, una simpatica formula vaga, in cui ci sta sia una capanna di pastori sia un hotel… sia, come penso io, dei comunissimi appartamentini per sfaccendati estivi.

  Comunque, ognuno nella sua proprietà e con i suoi soldi può pensare di fare quello che vuole. Giusto, giustissimo. Ma anche i cittadini vorrei sapere cosa ne pensano. E anche il Comune, sia il Consiglio con maggioranza e opposizione, sia la Giunta, dovrebbero avere un’idea, e manifestarla. A parte che, come meglio spiegherò, Soverato di tutto ha bisogno, tranne che di altri appartamenti.

 E cosa ne penso io? Beh, ve l’ho detto molte volte, e lo ripeto: per me bisogna fare un’operazione di archeologia industriale, mettendo in sicurezza lo stabile ma lasciandolo così com’è, ricostruendo un elegante tetto, e destinando definitivamente il tutto alla finalità pubblica che negli ultimi anni il Quarzo ha con le sue forze conquistata, con l’aiuto del Comune.

 So bene che ci vorrebbero tanti soldi; e io penserei a un progetto europeo, lautamente finanziato in nome della funzione sociale. E gli appartamenti?

 A questo punto, consiglio ai lettori di farsi un giro per la città, ammirando i numerosissimi magazzini chiusi e interi casamenti con le serrande abbassate 11 se non 12 mesi l’anno; gli infiniti inutili cartelli AFFITTASI e VENDESI; e studiando i prezzi leggibili nelle vetrine delle agenzie, in evidente crollo verticale. Sono molto, molto passati i tempi in cui l’intera Calabria vendeva i poderi e i palazzi dei paesi, e accendeva immani mutui per comprare tre camerette a Soverato. Fatele, vi prego, le indagini di mercato. E non ve ne venite con il covid, perché la crisi è parecchio più antica; è in un mutamento radicale del concetto stesso di turismo, di cui si è accorto il mondo intero, tranne, ovviamente, la Perla dello Ionio, la quale pensa di essere negli anni 1960, sessant’anni fa.

 Di tutto questo, cittadini e lettori e politici, ne vogliamo parlare, anche a proposito del Quarzo?

Ulderico Nisticò