Napoli 1534 il CD della Nuova Compagnia di Canto Popolare

Caro Tito, sabato 25 gennaio 2020, a Roma, nella “Sala Petrassi” dell’Auditorium Parco della Musica, la prestigiosa Nuova Compagnia di Canto Popolare (d’ora in poi indicata come NCCP) ha presentato, in assoluta anteprima, il suo lavoro più recente e palpitante … un CD intitolato “Napoli 1534 tra moresche e villanelle”. Ovvero 12 brani, molto bene rivisitati, risalenti alla tradizione popolare napoletana (e meridionale) del 16° secolo. Non è soltanto una pur pregevolissima raccolta musicale “curriculare”, ma è una vera e propria piacevolissima sorpresa … un vibrante tuffo nel passato più autentico del nostro popolo del profondo Sud italiano. Quel passato che ormai abbiamo quasi del tutto dimenticato, travolti dal modernismo e dall’esterofilia e, adesso, ancora di più dalla globalizzazione sonora, con troppa poca territorialità e anima.

1 – UN RITORNO ALLE ORIGINI MUSICALI

Invece, questo Album (coraggioso quanto seducente, gioioso quanto coinvolgente, bisogna pur dire) ci riporta alle basi e, appunto, all’anima della nostra tradizione musicale popolare, con sonorità tali che (ah, finalmente!) ci fanno entrare nelle atmosfere da sogno dell’amore semplice e genuino, quasi ingenuo e puro di un popolo frugale ma essenziale nella vita come nei sentimenti. Musica e testi combaciano nella visione compiaciuta del gioco del corteggiamento e del desiderio d’amore con una leggerezza tale che la danza sembra ispirarsi al volo aggraziato delle farfalle.

2-locandina-nccp-25-gennaio-2020-romaAvendo alle spalle moltissimi Album (nei quali ha percorso le molteplici declinazioni di una musica aperta a sempre infinite suggestioni, popolari e d’autore) e innumerevoli concerti e spettacoli in ogni parte del mondo, la ormai storica ma inossidabile NCCP ritorna, così, alle origini, innestando la sua nuova proposta artistica sulla rilettura di un antico codice di villanelle e moresche che, di brano in brano, evocano quel modo del “musicantare” (e anche danzare) di cinque secoli fa, proprio anche delle nostre regioni meridionali estreme, come Sicilia e Calabria, spesso illuminate dalle atmosfere e dalle ispirazioni, dai paradigmi e dalle mode della Capitale napoletana ma sempre sotto il cielo e la luce del profondo sud.

2 – UN CD IMPERDIBILE E DA COLLEZIONE

Caro Tito, mi è piaciuto così tanto questo CD della NCCP che lo considero davvero “imperdibile” e da “collezione” per chiunque ami non soltanto la musica ma anche e soprattutto le nostre radici e la nostra più profonda anima meridionale. Mediterranea. Solare. Infatti, non a caso c’è quel riferimento al genere “moresche” cioè arabo, dei “Mori” che dalla Spagna si è diffuso in buona parte d’Europa già dal 15° secolo.

Il che (te lo dico sottovoce) riporta alla mia “invenzione” e al mio tentativo del genere musicale del POP-ISLAM, realizzato poi negli anni 1971-73 con gli approfondimenti del gruppo degli “Euro Universal” di Badolato (CZ) giunto, allora, quasi al contratto con la nota ed apicale casa discografica RCA di Roma. Un genere che, a ben vedere, ha le basi anche in questo incontro del tutto naturale tra la musica dell’una e dell’altra sponda del Mediterraneo. Una contaminazione culturale inevitabile e affascinante. Un discorso che qualcuno, alla fine, dovrebbe riprendere e sviluppare. Ma, sicuramente, ciò avverrà poiché è scritto nell’evoluzione dei tempi. Sicuramente. Anzi inesorabilmente. Barriere o non barriere. Confini o non confini. Ritengo, perciò, che quello degli Euro Universal sul POP-ISLAM non sia stato un lavoro del tutto inutile. Lo conferma pure questo CD della NCCP “Napoli 1534” … ovvero il “pop-islam” dell’anno Domini 1534.

3-componenti-nuova-compagnia-di-canto-popolare-2020Dicevo che è un CD da collezione. Infatti, c’è pure da segnalare il gran bell’impegno editoriale di “Squilibri srl” di Roma (www.squilibri.it) che ha così tanto creduto in quest’originale e coraggiosa impresa della NCCP da rivestirla con un abito prestigioso e di pregio, come pochi sanno, possono o vogliono fare. Non a caso, il CD è stato elegantemente confezionato con cofanetto-libro a copertina rigidissima e ben 48 pagine tutte patinate su cui viene descritta e commentata, anche nella tecnica e nella storiografia, tale nostra anima musicale di 500 anni fa.

Nella magnifica grafica di Daisy Jacuzzi non potevano mancare la sapiente disposizione di foto del maestro Roberto Panucci e la leggiadra riproduzione di taluni spartiti, decorazioni e disegni dell’epoca o a questa ispirati all’abile mano di Beppe Stasi. E sempre utile, poi, l’evidenza data ai brevissimi testi letterari (11 poiché un brano è soavemente solo strumentale).

Mi sembra doveroso evidenziare che tale nuovo Album della longeva NCCP è stato concepito e realizzato dal maestro Corrado Sfogli, punto di riferimento della musica popolare non solo del sud Italia; e che lo stesso Corrado Sfogli e Fausta Vetere ne hanno firmato la direzione artistica, mentre la produzione artistica si deve a Renato Marengo. Mi sembra altresì utile ricordare che la NCCP è stata fondata nel lontano 1966 (ben 54 anni fa) dai ben noti musicisti napoletani Eugenio Bennato, Carlo D’Angiò, Roberto De Simone e Giovanni Mauriello, ai quali si sono poi uniti Peppe Barra, Patrizia Schettino, Patrizio Trampetti, Nunzio Areni e l’attuale ottima erede Fausta Vetere. Prestigio su prestigio!

4-pasquale-ziccardi-autore-voce-e-chitarre-nccp-napoliCome non congratularsi, ancora e sempre, pure con i componenti l’odierna NCCP nelle persone dei magnifici sette grandi artisti che la compongono nell’ultimo periodo storico della lunga tradizione, quali sono la più veterana Fausta Vetere, Carmine Bruno, Gianni Lamagna, Corrado Sfogli, Michele Signore, Marino Sorrentino e Pasquale Ziccardi?!… In questo loro stupendo e più recente lavoro, c’è stato, a tratti, il concorso sonoro di Adriana Cioffi e Anastasia Cecere. E non mi pare superfluo ricordare che tutta la musica della NCCP è prettamente “acustica” ovvero ricavata da strumenti non elettronici (evidenziati man mano e, in particolare, alla pagina 45 da leggere tutta). Il che, si può ben capire, ci restituisce quelle atmosfere celestiali e terse che le pur fascinose e coinvolgenti musiche psichedeliche, pop, rock e via dicendo ci avevano fatto quasi del tutto dimenticare. Ma un po’ di celestialità non guasta, di tanto in tanto. Anzi, sublima!

3 – PASQUALE ZICCARDI IL BASSISTA DELLA NCCP

Della NCCP fa parte come bassista, voce e autore il maestro Pasquale Ziccardi, casertano di San Clemente. Devo a lui il privilegio di avere ascoltato, prima ancora dell’uscita ufficiale, il prezioso album “Napoli 1534” che tanto mi ha affascinato e reso felice. Conosco e frequento il maestro Ziccardi, di tanto in tanto ma sempre con grande reciproca simpatia, fin dal 1980 quando siamo diventati amici di famiglia.

Musicalmente eredita la passione musicale dal simpaticissimo ed arguto papà Giovanni. Ed è nato cantautore in lingua e dialetto con il complesso giovanile “Mediterranea”. A sua volta Pasquale Ziccardi ha trasmesso la passione musicale a quel Riccardo Ceres, suo nipote, che si sta rivelando uno dei migliori e più originali giovani cantautori italiani, compositore di colonne sonore cinematografiche, pure con un’interessante scrittura letteraria oltre che musicale.

5-pasquale-ziccardi-in-concertoPoi, nel 1992, il maestro Ziccardi ha vinto la terza edizione dell’impegnato Festival di Recanati (città natale del grande poeta Giacomo Leopardi) con la nostalgica ed intensa canzone “I giorni di festa” titolo che evidenzia nel 1994 il suo primo Album (https://www.youtube.com/watch?v=SpkbZFCMI4w) . Tale brano è adesso interpretato pure da altri artisti, come, ad esempio, il duo “Musica nuda” (2011 – Album Complici – track 9), da Gianni Lamagna (2012) e da Cristina Z (2015), ascoltabili pure su youtube.

Un suo dolcissimo e struggente brano “Dint’o viento” (“Dentro al vento”, composto assieme a Ferdinando Ghidelli) è cantato con grande sussiego e inconfondibile stile (brillantemente in lingua napoletana) dalla grande Mina che lo ha inserito (come seconda traccia) nell’Album “Olio” uscito il 15 aprile 1999… inseguendo un amore perso nel vento con “sussurrante arte fonetica” (https://www.youtube.com/watch?v=qHKNtDmIyf0).

4 – TEMPO AL TEMPO

Caro Tito, ho pensato che, d’ora in poi, alla fine di ogni lettera possa aprire una piccola finestra (intitolata proprio “Tempo al tempo”) per enunciare l’attualità più stringente. PER NON DIMENTICARE. E PER MAGGIORE E MIGLIORE IMPEGNO INDIVIDUALE E COLLETTIVO. Come, ad esempio, adesso l’epidemia del “coronavirus” che, proveniente dalla Cina di Whuan (megalopoli di 11 milioni di abitanti), sta mietendo centinaia di vittime, infondendo angoscia ovunque, anche da noi in Occidente, persino nelle periferie italiane.

6-corona-virus-globale-2020Ho sempre ritenuto che il vero “peccato originale” sia consistito e continua a consistere per l’Umanità o per gran parte di essa nell’aver tradito il patto originario con la Natura, per una serie di innumerevoli motivi, quasi tutti terribilmente colpevoli. Da tempi immemorabili alcune filosofie e religioni, presso tanti popoli in ogni parte del mondo, hanno messo in guardia le genti dall’offendere la Natura (o dal venire meno alle sue leggi) prima di tutto con l’uso disarmonico delle sue risorse, con l’inquinamento e poi uccidendo gli animali (nostri fratelli) e, addirittura, cibandosene. L’esperienza ha dimostrato che gran parte delle epidemie e delle pandemie derivano (a parte la mancata igiene, primissima causa) dal cibarsi di ogni essere animale e persino di insetti. Alla prova dei fatti, quasi tutti i virus hanno origine animale.

Dovrebbe essere, quindi, logico e conseguenziale che, per evitare morti e gravi risvolti socio-economici, bisognerebbe “bonificare” le aree tendenzialmente nocive alla salute degli esseri viventi e dell’ambiente più in generale, realizzando preventivamente un’efficace pedagogia sociale. E’ come se avessimo, nella nostra stessa casa, una stanza pericolosa per il benessere della nostra famiglia. L’andremmo immediatamente a bonificare da cima a fondo per renderla sana e fruibile. Sicura. Così dovremmo urgentemente fare in tutto il pianeta a rischio, per disinnescare le bombe biologiche ed ecologiche che, spesso, più delle atomiche possono distruggere genti e territori. Ingentemente.

Attenti, però! Così come esistono gli arsenali militari, ci sono pure gli arsenali chimico-biologici che costituiscono un altro tipo di guerra. Infatti, oggi alcuni sospettano che questo virus letale possa essere stato scatenato da qualcuno (super-potenza concorrente?) per dare un segnale al preponderante gigante cinese. Ormai si cerca di evitare la guerra calda o fredda, avendo notato che la “guerra verde o batteriologica” può sortire effetti più letali e imbarazzanti. Fantasie?… Forse no!

La perfidia umana, il potere e i soldi possono fare ancora di più. Come la ferocia del femminicidio di Mazara del Vallo (Trapani) dove proprio recentemente un uomo di 53 anni ha ucciso la moglie dopo ben tre giorni di continue percosse e sevizie. Negli ultimi giorni ci sono stati altri femminicidi in varie parti d’Italia. Tutti raccapriccianti. Occorre un più forte e decisivo impegno da parte di tutti. Urge fermare tale strage!

Così come è necessario fermare le stragi delle morti sul lavoro. Infatti, non dobbiamo dimenticare che quotidianamente ci sono ancora più morti sul lavoro o lungo le strade. Pure per questo dobbiamo avere una particolare attenzione ed allerta. Altrimenti finiremo con il pensare che queste morti siano un tributo dovuto, mentre invece c’è l’indolenza umana dietro a tantissime stragi che potrebbero essere evitate. Così nella malasanità. Così come nel Mediterraneo o nelle guerre nascoste o risapute. Ci sono genicidi silenti di cui nessuno parla, perché scomodi. Se questo è un uomo!….

Caro Tito, ritengo che la globalizzazione ci abbia portato, tra tanto altro, pure alla considerazione che ormai deve finire la nostra indifferenza verso ciò che capita a diecimila chilometri di distanza. Come se non ci riguardasse. E’ finita la dimensione del paesello. Dobbiamo assolutamente e urgentemente adattarci ad una visione totale delle cose e delle persone, della società e del mondo. Urge una nuova etica. Prima ci lavoriamo, prima sarà meglio per tutti noi, vicini e lontani.

5 – SALUTISSIMI

Caro Tito, se da una parte sono angosciato ed indignato, come quasi tutti, sull’andamento del nostro pianeta (virus compresi), non posso però nascondere l’esultanza di godere della musica della nostra anima popolare più antica ed autentica per come sapientemente rielaborata e proposta in queste settimane dalla NCCP con il CD “Napoli 1534”. E t’invito a bearti di questi 12 brani che, ormai, accompagnano suggestivamente le mie attuali giornate così poco invernali e piene del sole del sud, in un periodo in cui le stagioni non sono più stagioni, il clima non è più clima, persino le persone non sono più persone, ma la musica resta sempre musica. Fedele a se stessa! Ci meritiamo un minimo di gioiosa compensazione, vero?!

Salutissimi pure a quei Britannici che hanno voluto andare via dall’Unione Europea dopo 47 anni. Avranno avuto le loro buone ragioni. Però tante buone ragioni hanno pure i Britannici che avrebbero voluto restarci. Alla fine, tanto tuonò che piovve, si dice. Così, tanto hanno fatto (i super poteri forti) che la Brexit è adesso un fatto compiuto dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020. La speranza è che i Britannici euroscettici si ricredano. Tempo al tempo, è proprio il caso di dire!… L’insistente “isolazionismo” della sempre opportunista, egoista, spavalda e “perfida Albione” (come la indicarono i rivoluzionari francesi del 1789) ha colpito ancora. “Abbiamo sconfitto Napoleone e Hitler … non potevano stare sotto i mediocri Jean Claude Juncker o Ursula von der Leyen” (ultimi due presidenti dell’Unione Europea) pare abbia addirittura detto enfaticamente uno dei più baldanzosi leader della Brexit. Ultime parole famose? Tempo al tempo, la Storia ci dirà.

A noi che, nonostante i tanti difetti, crediamo da sempre nell’Unione Europea non resta che attendere tempi più maturi. Prima o poi il cosiddetto Regno Unito tornerà all’ovile. In tutto o in parte, dal momento che la Scozia ha intenzione di fare parte dell’UE, “indipendentemente” dall’Inghilterra e dal Galles, mentre l’Irlanda del Nord freme, pure per staccarsi dalla “schiavitù” inglese. Insomma ne vedremo tante. Speriamo belle. Personalmente fin dalla fine degli anni sessanta ho tifato pubblicamente per l’entrata dei Britannici nell’allora Europa Unita. Perciò, di vero cuore, “Arrivederci”! Goodbye!

E arrivederci pure a te, caro Tito, con la prossima “Lettera n. 269”. Cordialità!

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)