‘Ndrangheta, maxi blitz della Dda di Catanzaro: arrestate 202 persone. Ai domiciliari anche un sindaco

Dalle ore 4 del primo settembre è in corso una maxi retata della Dda di Catanzaro, coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri, contro la ‘ndrangheta cosentina. Sono 202 gli arresti, il che, se vogliamo, paragona questa inchiesta alla più nota “Rinascita Scott”, stavolta tutta in chiave cosentina.

Le operazioni sono a cura dei carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, delle Squadre Mobili delle Questure di Cosenza e Catanzaro, del Servizio centrale Operativo di Roma, dei finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, del Nucleo di Polizia Valutaria di Reggio Calabria, con il GICO del Comando Provinciale di Catanzaro e lo SCICO di Roma.

Le accuse sono: associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalle modalità e finalità mafiose, associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti inerenti all’organizzazione illecita dell’attività di giochi – anche d’azzardo – e di scommesse, delitti di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori, nonché in ordine ad altri numerosi delitti, anche aggravati dalle modalità e finalità mafiose.

Coinvolti, secondo quanto apprende Cosenza Channel, diversi clan mafiosi operanti in città, dove da stanotte girano gli elicotteri delle forze dell’ordine. Parliamo degli italiani, che secondo le informative della Dia sarebbero riconducibili alla figura storica di Ettore Lanzino e Francesco Patitucci, a quelli degli “zingari” di via Popilia, roccaforte del traffico di droga.

Tra le persone arrestate c’è anche il sindaco di Rende, Marcello Manna, finito agli arresti domiciliari, per una presunta corruzione politica-elettorale, risalente alle elezioni comunali del 2019. Indagati anche altri membri dell’amministrazione comunale oltre il Campagnano, come Pino Munno, assessore.

Finite sotto indagine anche un attuale amministratore del comune di Cosenza, Francesco De Cicco, le cui vicende sarebbero legate ad anni passati, mentre nella retata c’è anche un consulente finanziario, ritenuto vicino a Roberto Porcaro, presente nell’ordinanza, al pari Francesco Patitucci, Michele Di Puppo e altri esponenti del gruppo di Rende. Si tratta di Andrea Mazzei. Nell’inchiesta risulta iscritto anche il nome dell’avvocato Paolo Pisani, a cui viene contestato un reato aggravato dall’ex articolo sette. Per lui scatta il divieto dell’esercizio della professione forense.

Il blitz della Dda di Catanzaro, inoltre, tocca anche il territorio della Valle dell’Esaro, con nuove misure applicate al gruppo dei Presta di Roggiano Gravina. Tra gli inquisiti anche Gianfranco Ruà e Gianfranco Bruni, detto “il Tupinaro”.