Nessuno è invincibile

 Draghi lo ha detto della Russia: ma ancora la guerra di Ucraina è in corso, quindi ne riparleremo alla fine. Intanto, c’è che nessuno è invincibile; e la storia delle guerre, e, come teoria, la polemologia, lo dimostrano.

 Le mura di Troia erano state costruite da Apollo e Poseidone: quanto dire! Ebbene, bastò un trucco di genio, e gli Achei entrarono lo stesso. Ecco un ottimo esempio.

 E che dire di Napoleone, che, dopo vittorie senza ostacoli, intanto perse la flotta a Trafalgar, poi, dall’invasione della Russia, subì sconfitte irreparabili a Lipsia e Waterloo?

 Qui lo sconfissero Britannici e Prussiani. I primi stravincevano tutte le guerre da secoli, con la sola eccezione della sconfitta americana del 1783: vinsero anche la Seconda guerra mondiale, però a prezzo di mettersi agli ordini proprio degli odiatissimi yankee.

 I Prussiani, dal 1870 Tedeschi, universalmente passarono per fulmini di guerra, e, dal 1814 al 1944, quattro volte occuparono Parigi; ma come terminarono le cose nel 1918 e nel 1945, è ben noto.

 La Russia dell’Ottocento era considerata la Potenza mondiale per eccellenza; ma nel 1856 subirono la sconfitta di Crimea (toh!); e nel 1904 e 5 il Giappone ne annientò le flotte; nel 1918, si arrese alla Germania. L’Unione Sovietica vinse la Seconda guerra mondiale, ma con la sconfitta in Afghanistan iniziò la sua fine.

 Per sconfiggere i fieri Giapponesi ci vollero due bombe atomiche: ma bastarono.

 A proposito di Asia, i Turchi presero Costantinopoli nel 1453; però furono fermati irreversibilmente per mare a Lepanto nel 1571; per terra a Vienna nel 1683; per ridursi all’attuale territorio nel 1918.

 Gli Stati Uniti, nati da una vittoria in guerra contro la Gran Bretagna, attaccarono e vinsero un numero infinito di guerre; ma persero nel Vietnam e in Afghanistan.

 E l’Italia? Ebbene, nel 1900 partecipò alla spedizione internazionale in Cina, e conquistò la città di Tien Tsin; 1911 sconfisse la Turchia e prese Libia, Rodi e Dodecaneso; nel 1918, vinse la Prima guerra mondiale; nel 1930 riconquistò la Libia intanto quasi persa; nel 1936 conquistò l’Etiopia; nel 1939, vinse la guerra di Spagna… e furono proprio queste vittorie le cause dei vari errori e debolezze per cui venne sconfitta nel 1943.

 Nessuno è invincibile, dunque; nemmeno la Russia di Putin, che, almeno a oggi 12, non sta vincendo, o almeno non come vorrebbe.

 Una cosa curiosa è che, nella memoria storica dei popoli, le sconfitte sono ricordate più delle vittorie. Di Carlo Magno, che stravinse infinite guerre, la poesia canta solo Roncisvalle; e il 95% degli Italiani parla solo di Caporetto senza Vittorio Veneto; e lo stesso per il Vietnam a danno degli Americani.

Ulderico Nisticò