Newton, Gregorio XIII e le colpe della cultura calabrese

All’alba, recandomi in campagna, sentivo una simpatica trasmissione radio sulla strana personalità di Isacco Newton, quello di Mxm/r2. L’autore dev’essere una persona colta ma anche dotata di arguzia. Parlando della nascita, nel 1642, informava sì che era il 25 dicembre, Natale, ma che in verità non era Natale, giacché l’Inghilterra, prima di diventare, con la Scozia, Regno di Gran Bretagna (1714) seguiva ancora il Calendario Giuliano, quello di Cesare; e non il Gregoriano del 1582, quello ormai universale del Pianeta Terra.

Ma l’autore sostiene che papa Gregorio XIII avrebbe seguito Copernico, morto nel 1543; mentre seguì i calcoli di Luigi Giglio (Aloysius Lilium) da Cirò [Superiore], nato nel 1510, e i cui studi, per mano del fratello Antonio, giunsero al Sirleto e con lui al Vaticano. Il papa emanò la Bolla Inter gravissimas, e detto fatto cambiò le cose nel mondo cattolico. In Inghilterra ci vollero gli Hannover; in Russia, Lenin! Le Chiese ortodosse fanno finta di niente anche nel 2020.

Giglio è ignoto alla RAI. La colpa è dell’autore radiofonico? Certo che no: la colpa è tutta e solo della cultura ufficiale calabrese, che se ne impipa rotondissimamente di Giglio, di Sirleto e di tutto ciò che è calabrese, tranne l’antimafia segue cena, e qualche piagnisteo generico e retribuito. Se nessuno parla di Giglio, come caspita volete che lo si sappia in giro? Fosse stato toscano, a quest’ora 666 film, anche a cartoni animati.

In Calabria? Ahahahahahahahahah. Lessi una notiziola, nel 2010, che a Cirò avevano tenuto un piccolo convegno; e almeno il Liceo è intitolato a Giglio. Se ne riparla nel 2110, di Giglio, a Cirò.
Degno è che narri del Sirleto, la cui nascita a Guardavalle ricorreva nel 2014. Dopo infinite partacce personali e scritte e tv al mio amico Mario Caligiuri, allora assessore regionale, egli, finalmente, nomina – ovviamente a gratis – un comitato, infilando anche me giusto per tapparmi la bocca; e affida la presidenza a tale Clausi, dotto ma poco fantasioso docente universitario. A parte una volta che ci imbucammo in un convegno altrui a San Marco [Argentano], di cui Sirleto fu vescovo, il comitato Clausi non fece nulla di nulla. Seppi poi per sbaglio che si tenne una giornata in Vaticano sopra argomenti astrusi e di nessunissima popolarità: la notizia non uscì manco sopra un foglietto parrocchiale. Se ne riparla nel 2114?

Insomma, fin quando la cultura calabrese sarà in mano a persone tristi e depresse, o furbetti della lamentazione ben pagata, andrà così, per la Calabria.
Io intanto mi faccio i fatti miei. Il 22 a Soverato, il 31 a Squillace, ho dato il mio spettacolo sui Normanni: e ci stanno richiedendo da S. Floro, Girifalco, Lamezia, Pentone, Mileto… Tutti in cerca di emozioni, non di essere ammorbati dal lacrimatoio ad € a pianto.

Il 9, durante la Madonna a mare, alle 21.30, BELLA L’ESTATE A SOVERATO, della Compagnia La chiave. Venite a vedere, è a sorpresa.
La gente ha fame e sete di cultura: purtroppo, si deve nutrire di occasioni, perché gli scaffali del supermercato ufficiale sono zeppi solo di tediosissimo piattume pseudosociologico della domenica.
A proposito, anche oggi, 2 agosto, nessuna notizia di Muccino?

Ulderico Nisticò