Niente Italia a Cannes


La notizia, anzi non-notizia, è che a Cannes non c’è l’ombra di un film italiano. E non è nemmeno il primo e unico caso, che in manifestazioni all’estero… diciamo che scoppiano nel nulla tante colorate bolle di sapone, tanti megaregisti o superattori che in Italia vengono spacciati per geni della pellicola, e fuori non se li fila nessuno.

E che in Italia pigliano fior di soldi e soccorsi vari, per produrre pochissimo e malissimo, e senza idee, senza nessuna magia del cinema.

Se poi per cinema intendiamo anche sala cinematografica, tutti vediamo che molto spesso vi regna il vuoto torricelliano. Quindi non solo a Cannes, anche in casa i film vengono superpagati e bocciati dal pubblico.

È una storia triste che dura da decenni, e sotto tutti i governi; e che non è minimamente migliorata con l’attuale governo di destracentro. Provate a far circolare una proposta originale, e vedrete che sotto il governo di destracentro dilaga lo stesso politicamente corretto dei governi di sinistra e di centro.

È come se ci fosse – e forse davvero c’è – una censura invisibile, una manina pendula che elimina le idee trasgressive, e impone il solito piattume di melenso buonismo e di stare bene attenti a non turbare qualsiasi più o meno sedicente gruppo.

Ora, per fare un esempio scolastico, immaginate una Divina Commedia politicamente corretta, quindi con tutti i morti subito in Paradiso, in testa Francesca e il conte Ugolino; ma no, meglio non fare nomi!

Lo stesso per un cinema fatto di cose prevedibili fin dal primo fotogramma, e quindi senza conflitti, senza tragedie, senza follie, senza eroi né santi né malvagi.

Perciò, tra l’altro, niente Cannes.

Ulderico Nisticò