A Niscemi si verificò una frana immane nel 1997; a Niscemi è in atto una frana immane in questo 2026. Cosa è accaduto, dal 1997 al 2026, a Niscemi? NIENTE. La situazione del 2026 è la stessa identica del 1997, quindi l’identica stessa di molti decenni prima del 1997: assenza totale di regole; latitanza di tecnici e di politici. Parliamo dei politici.
Questo è l’elenco dei presidenti della Regione Autonoma Sicilia, rcavato da internet:
1. Ettore Cipolla (1947-1951)
2. Giuseppe La Loggia (1951-1955)
3. Alfredo M. G. R. R. (1955-1960)
4. Salvatore Lauricella (1960-1963)
5. Pietro Scaglione (1963-1967)
6. Giovanni Spadolini (1967-1970)
7. Michele M. C. (1970-1978)
8. Rino Nicolosi (1978-1980)
9. Salvatore Cuffaro (2001-2008)
10. Raffaele Lombardo (2008-2012)
11. Rosario Crocetta (2012-2017)
12. Nello Musumeci (2017-2022)
13. Attuale Presidente: Francesco Miccichè (dal 2022).
Attenti alle date. Questi illustri signori sono stati e sono di diversa estrazione partitica e più o meno sedicenti e spacciate ideologie. Nel caso di Niscemi, sono tutti colpevoli; e, secondo me, hanno infinite altre responsabilità e colpe in tutta la Sicilia; non dico doli, perché non ho prove: ma le colpe le stiamo vedendo in diretta.
La colpa di un presidente di qualsiasi cosa non è di quelle previste dal Codice Penale; ed è un errore dello “Stato di diritto” trattare un politico come fosse un privato. Giusto per non turbare le anime belle rinuncio a raccontarvi come si regolavano con i generali sconfitti i Cartaginesi, che in Sicilia ci furono per secoli.
Ci sono colpe politiche molto più gravi di una semplice truffa o tangente o roba simile: la colpa del politico è l’inerzia, l’inettitudine, l’incapacità; e non fare il dovere per cui un politico viene eletto. Volete un esempio? Francesco II di Borbone fu senza dubbio un sant’uomo, però le sue colpe politiche furono, per dirla rapidamente, infinite.
La classe politica siciliana è molto più colpevole di altrove, giacché l’isola è Regione Autonoma; e lo è con uno Statuto che, se preso sul serio, ne farebbe quasi uno Stato federato con l’Italia, e che garantisce molti privilegi; ed è frutto di fatti confusi, in buona parte oscuri, dallo sbarco angloamericano del luglio 1943 con mafiosi paracadutati o al seguito, a partiti e moti (spontanei o pilotati) eccetera, per culminare con decreti di Umberto di Savoia come luogotenente del Regno, poi come, brevemente, re. Sono trascorsi ottant’anni.
Ma non sono le istituzioni a fare le persone, sono le persone a gestire le istituzioni; e se i suddetti sono stati inutili e incapaci e conniventi, non potevano e non possono diventare intelligenti e coraggiosi per decreto, nemmeno se la cartuccella l’avesse firmata non l’esangue Savoia, ma qualcuno dei più tosti sovrani della storia di Sicilia e Meridione: dico Roberto Guiscardo e Ruggero [I], Ruggero II, Alfonso d’Aragona, Filippo II; e mettiamoci anche Federico II con tutte le sue contraddizioni di voler far due parti in commedia. Figuratevi i foglietti del mite Umberto!
Ciò per i politicanti. E gli scaldasedie degli impiegati e roba simile? E la magistratura diciamo così competente per territorio? E gli intellettualoni antimafia segue cena? E i maniaci di sicilianità e nostalgici di Dionisio e Agatocle? Ammesso li abbiano mai sentiti nominare!
Aveva ragione il principe Gattopardo: “E tutti, gattopardi e iene, continueremo a crederci il sale della terra”. Cioè all’incapacità si aggiunge la più squallida superbia.
Ulderico Nisticò