Nobile gara tra Vibo e Crotone

 Sì, sono troppo belli i nostri proverbi, e qui me ne viene uno proprio adatto: “Appartativi, famazzi, ca passan’i mundizzi”. Mundizzi lo capite; famazzi, dal greco chamài, sono detriti e sterpaglie per terra. Tale è la nobile gara: secondo una classifica sulla qualità della vita, l’ultima d’Italia è Crotone, secondo un’altra è Vibo, e la penultima Reggio. I sindaci si sono affrettati a:

1. Affermare che la colpa è dei sindaci precedenti;

2. Assicurare che presto Crotone, Vibo e Reggio voleranno alla testa della classifica planetaria.

 I giornali locali, dimostrando la tradizionale grettezza del calabromedio, dissertano sui soldi, e dicono che ci sono, o non ci sono, e ci sono così così… e non hanno capito niente. Le classifiche non sono sui soldi, sono sulla qualità della vita. Ora vi porto un esempio.

 Sabato 17 io sarò a Roccabernarda per la presentazione di un libro a più mani sulla storia del paese. Ovvio che gli autori non sono rom accampati a Lamezia o clandestini di Rosarno, o emarginati dalla società e tutte le altre menate dei temi in classe (già fatti portati da casa) delle Medie. Sono docenti universitari eccetera, e c’è anche l’Eratostene del mondo moderno, che sono io: Eratostene non era specialista in niente e bravo in tutto, perciò lo chiamavano Beta! Il libro è ben fatto, scientifico, non è la solita solfa e piagnistei pseudoregionalistici; e non piglierà mai un premio antimafia, il che ne garantisce la serietà. Credo che la sera ceneremo bene e con un certo cordiale stile; e non ci rapinerà nessuno. Insomma, una qualità della vita da 7, forse anche 8.

 Già, ma l’ultima volta che sono stato da quelle parti, a fine novembre, mi è costata una gomma, e ne ho dovute comprare due nuove; infatti, da bivio Steccato tutte le strade provinciali di Crotone sono un gruviera di buche palesi e nascoste. Come sono quelle di Vibo, ed evviva – dico davvero – Catanzaro. Ergo, se io possedessi una Ferrari con autista, sarebbe lo stesso della mia Panda autoguidata, arriverei a passo d’uomo. Neanche un elicottero risolverebbe il problema, non sapendo dove atterrare; e sono artigliere, non paracadutista.

 Dite voi, stattene a Soverato; eh, ma sarebbe una frustrazione rispetto alla mia intenzione di essere presente in quanto autore, e per incontrare amici… No, qualità della vita è anche poter andare dove uno deve o vuole.

 Se resto a Soverato, non posso andare al cinema. A teatro ci sono cose, sotto Natale; ma siamo lontanissimi dalla megagalattica stagione che ci è stata promessa; e sono tutte cose dovute a privati. Ci sono i mercatini dall’incongruo nome americaneggiante, ma li ho già visti.

 Questo per farvi capire cos’è la qualità della vita, la quale dunque non è, brutalmente, i soldi, ma un complesso di servizi e occasioni e cultura e socialità e convegni e svaghi… Queste belle cose mancano a Crotone e Vibo e Soverato e Catanzaro e nella Calabria in genere.

 Aggiungete che almeno l’80% di ciò che in Calabria si dice, si scrive, si gira al cinema e si rappresenta a teatro eccetera, almeno l’80% è ispirato a una specie di depressione obbligatoria, e da mostrare con faccia seriosa e triste con mellifluo sorriso da conte Dracula; e, possibilmente, un accenno di gobba. Un film in Calabria? Nero di pellicola come “Anime nere”; e in un’insalata di dialetti fasulli, tranne la bionda di Milano dalle interessanti natiche, unica cosa umana di quella premiatissima opera. I giudici? In Calabria li ammazzano subito, approfittando dell’unica volta nella storia, da Anassila a oggi, che nel centro di Reggio non passeggia nessuno.

 La storia calabrese? La Magna Grecia senza scendere in particolari tanto non ne sa niente nessuno e nessuno ne vuole sapere; i Bizantini tutti rigorosamente monaci e solo monaci; la fucilazione di Murat (chi era costui?). Scusate, dimenticavo il teschio conteso tra quattro o cinque proprietari e relativi avvocati furboni. Negli ultimi quattro millenni, in Calabria, tutti buoni tranne i cattivi, come nelle favolette per bambini scemini.

 Insomma, pessimi servizi e noia insegnata ufficialmente a scuola: ecco perché siamo gli ultimi per qualità della vita.

 E la politica? Manco quella dà un po’ di gusto: Oliverio va dicendo, non creduto, che il suo operato è meraviglioso; di Viscomi, misteriosamente, non si hanno notizie da mesi; Forza Italia inciucia con ogni evidenza con Oliverio. Niente maggioranza e niente opposizione: così la politica non è seria, e fin qui è ovvio; e nemmeno è divertente.

Ulderico Nisticò