Non abbiamo nemmeno partiti

 Che il sistema costituzionale italiano sia sbagliato e non funzioni, se ne accorsero in tanti fin dal 1948; ed ecco infinite proposte di riforma e commissioni e bicamerali eccetera: il tutto, senza mai esito; e l’Italia era nel 1948 (più esattamente, dal 1944; come dal 1848 al 1922) ed è nel 2022 una partitocrazia.

 Vero ed evidente; ma almeno, fino agli anni 1980-90 i partiti in qualche modo esistevano; e avevano sedi e tessere e riunioni e cariche elette; e aderenti appassionati e faziosi; e cambiare partito era visto come ignominia, quasi un’abiura a una religione. I comunisti erano comunisti e rossi; i fascisti erano neri e fascisti; e, in forma meno decisa e appariscente, ma esistevano anche i democristiani e i socialisti. Verso gli anni suddetti, iniziò l’iscrizione ai partiti in cambio di un favore, e addio.

 Oggi, i partiti non si contano più, e ogni settimana ne spunta uno; ma nessuno ha una struttura, degli iscritti davvero iscritti con pagamento di quota, dei congressi veri. E i dirigenti sono autocefali, cioè si eleggono da soli.

 Soprattutto, nessuno ha uno straccio benché minimo non dico di concezione della vita e del mondo (Weltanschauung per i professori), non dico di ideale, non dico di filosofia, dico almeno di un pochino di ideologia, un assaggino di programma.

 Dite voi, ma almeno il PD un’opinione ce l’ha, e vorrebbe la cannabis… ragazzi, se da dove sono (ho ipotesi teologiche e di catechismo, a questo proposito) tornassero in vita Marx, Lenin, Stalin, Mao, il Che, non avete idea quante bastonate, a Letta! E via di corsa in Siberia. Eccetera per tutti gli altri sedicenti partiti di sinistra, centrosinistra e centro(destra).

 La gente vota… sì, ancora la gente vota, quasi per reminiscenza di abitudini del passato. Per esempio, io, e dico io che mangio pane e politica almeno dall’età di tre anni, e partiamo dal 1994: Movimento Sociale; dal 1995, quando l’assassinarono, vari partiti postmissini; nel 2005, per un colpo di pazzia, Forza Italia; nel 2018, per disperazione, 5 stelle; alle regionali del 2020 e alle europee, Lega; alle regionali ultime, uno che mi pare fosse di Forza Italia; e intanto, alle comunali, Calabretta 2 e Pittelli, ultracomunisti; alle più recenti, liste civiche; alle ultimissime… con il 95%. Dopo il 1994, nessuna di queste scelte è stata ideologica, ma solo contingente. Se dovessimo tornare a votare a settembre… boh… forse voterò per qualcuno, ma i due minuti che dedicherò alla scheda saranno il massimo mio impegno.

 Ah, ho votato, e anche tenuto discorsi, per il referendum dell’abolizione del senato, fallendo clamorosamente. Ho votato per gli ultimi referendum, ma al solo scopo di creare scompiglio nel campo nemico: il quale nemmeno se ne accorse.

 Riassumendo: siamo nella partitocrazia senza nemmeno i partiti; e senza nulla che nemmeno vagamente assomigli alla politica nel senso genuino e nobile del termine.

Ulderico Nisticò