Non è vero… ma ci credono


Soverato Vecchio

Soverato Vecchio

Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne possa sapere la tua filosofia, mormora Amleto. Ed è comunque doveroso conservare la memoria: poi, ognuno ci creda o meno…

Ci sono luoghi misteriosi e infestati dovunque nel mondo, incluse le più moderne città, e anche a Soverato. A Soverato Vecchio c’è il Fantasma del fabbro, che dà anche nome a questa rubrica. Lungo la “Mpetrata” si vedeva uno spettro con un pugnale nella schiena.

E s’incontrata una voragine, detta “u Destinu”, con un filo che attirava a morte i passanti. In località Mortara, nome parlante, si vedevano fuochi fatui.

Sono cose che abbiamo scritto più volte. Di recente, parlando con amici di età non verde, ho fatto un’altra scoperta, o presunta tale.

Nella località Cafone (“u Cafuni”, forse dal greco χάος, χάϝος, il cui senso originario è proprio voragine) si vedevano di notte anime dolenti. Quando, ai primi del XX secolo, vi vennero costruiti degli edifici, trovarono scheletri e resti di uniformi di soldati.

I soldati ci riportano al Castello, il cui nome era Torre di Poliporto, che si trova di fronte a Piazza don Gnolfo, e, nonostante trasformazioni, mostra ancora dei torrioni. Secondo Mimì Caminiti, dovrebbe risalire al XVIII secolo, a difesa dei commerci marittimi.

Lo presidiavano dei militari, che, quando morissero, venivano sepolti in un luogo particolare. Morte naturale, credo, non avendo notizie di combattimenti. Anche sotto la Torre di Galilea trovarono corpi sepolti, curiosamente separati dalle teste. Leggenda vuole corresse un cunicolo tra le due torri.

Ma c’è chi racconta cosa più inquietante. C’era un luogo antico detto Tribunale, vicino alla località ancora detta Forche. Facile intuire che qualcuno sia stato giudicato e condannato; e se fu così, sepolto lontano da luoghi consacrati e cripte delle chiese. Possiamo ricordare anche la leggenda di “Cicco Petru”, secondo alcuni un tiranno, secondo altri un severo giustiziere; o magari, come spesso accadde, entrambe le cose assieme.

Chissà se un anziano può aggiungere qualche altro ricordo?

Ulderico Nisticò