Trump ha detto, con il suo solito stile esplicito, che l’Europa non conta; e voleva dire sia l’Europa in quanto continente, sia, in quanto istituzione, l’Europa Unita. O, aggiungo io, “unita” sedicente tale.
Non è possibile (brutta, l’ignoranza!) che nessun giornalone e nessun intellettualissimo sappiano che, quando era già anzianotto il nonno di Trump, e dico già nel 1918, Osvald Spengler pubblicò “Il tramonto dell’Occidente”. L’opera è ben nota, o dovrebbe esserlo. Per quanto mi riguarda, una trentina di anni fa scrissi un saggio postfazione per una ristampa delle Edizioni di AR dell’opera spengleriana.
Lo studioso tedesco, ricalcando il pensiero di Giovan Battista Vico, esamina la storia dei popoli come i cicli della vita umana, dalla nascita e giovinezza e maturità, fino alla senescenza e alla morte. Ebbene, da quello che vediamo sul finire del 2025, alla morte dell’Europa non siamo arrivati, ma alla senescenza sì, al “veternus”, come i Latini chiamavano la depressione: la malattia dell’essere vecchi. Vecchi, cioè titubanti, privi di iniziativa e di spirito d’avventura, volti alla sicurezza e non all’azione, e, come spesso, parolai.
È da questo che derivano i tappi. Dico sul serio, una burocrazia (da dove spuntata?) che legifera sui tappi delle bottiglie di plastica e sulla misura delle ricottine; e un’EU che non dice nulla su Gaza e sul Don.
E un parlamento palesemente casa di riposo per politicanti falliti. L’elenco è lungo, e qui, per non scontentare nessuno, cito, nel passato, Pino Nisticò, nel presente il Tridico e la Princi.
Se mai ci sarà un’Europa, non può essere questa Europa delle belle statuine come Ursula; e bisognerà trovare altre istituzioni e altre persone; più esattamente, altra personalità delle persone.
Ci vuole chi decida, e de-cidere significa tagliare, quindi osare e non starsela a pensare dando retta a più o meno presunti intellettuali utopistici. Se no, ragazzi, a unire l’Europa hanno provato Carlo Magno, Carlo V, Napoleone e altri che non nomino, e non ci sono riusciti.
Oportet ut scandala eveniant, e bisogna ringraziare Trump se ha detto quello che quasi tutti pensiamo. Ha fatto la diagnosi; ora servirebbe la terapia.
Leggetemi, chi vuole, domani sul Secolo d’Italia.
Ulderico Nisticò