Non stiamo destagionalizzando

Con l’unico metodo di indagine che vige a Soverato, quello a occhio, basta un’occhiata per vedere le spiagge vuote e gli ombrelloni aperti drasticamente ridotti. Nulla di strano: le ferie sono finite, e il clima è mite tendente al fresco; alle sette e mezza fa buio. Dovrebbe essere evidente che non si può fare a settembre quello che, almeno per qualche giorno, si fa ad agosto: mare la mattina e discoteca la sera.
Eppure, destagionalizzare è necessario, se vogliamo offrire a Soverato e territorio una risorsa economica produttiva; l’alternativa unica sono gli stipendi, o piuttosto ormai pensioni.

Potrebbe davvero destagionalizzare nei mesi di settembre, ottobre, ma anche marzo, aprile e maggio, se ci liberassimo dalla vecchissima e desueta idea dei Vitelloni (1953!): discoteca e mare. Ci sono forme di turismo diverse, che la Calabria in genere, e Soverato di cui parliamo, manco hanno mai sentito nominare.
I pensionati, nel mondo contemporaneo, non sono… non siamo una patetica eccezione come quando l’età media era molto più bassa; è una vera classe sociale, quella della terza età, che ha una sua identità. Il turismo della terza età richiede cose molto diverse da quello vitellonesco; cerca tranquillità, temperatura mite, modi opportuni di riempire la giornata. I mesi di settembre, ottobre, ma anche marzo, aprile e maggio, sono ideali per un turismo di riposo e di famiglia.

Immaginiamo una bella giornata media del pensionato italiano e straniero, civilmente ospitato in un albergo e non in appartamenti nerissimi. Colazione; passeggiata; giornale; spiaggia, persino nuoto per i più coraggiosi; pranzo; riposino; occasione culturale (Pietà, Soverato Vecchio, Roccelletta), con una giornata di gita più impegnativa: Serra, S. Severina, Stilo, Gerace…; concerto, cinema, teatro…
Il tutto, non improvvisato, ma chiaramente indicato in un pacchetto offerto nelle circostanze internazionali e nazionali in cui si commercia il turismo; e venduto a tour operator seri; e perfettamente organizzato, meglio se attraverso i voucher; e di qualità: se concerto, cinema, teatro, per favore evitiamo di fare un favore all’amico sedicente autore; se gita, non la affidiamo a sparaballe tipo sbarco di Ulisse e altre fandonie più ridicole; se pranzo e cena, siano di qualità e gusto…
Qualora una comitiva di pensionati si trovi bene, tornerà l’anno prossimo (a Dio piacendo siano ancora tra noi!), o parlerà bene e manderà degli amici: e questa è l’unica pubblicità che davvero funziona.

Lo stesso per turismo religioso, congressuale, dei convegni, di studio…
Ma se qualcuno pensa sul serio che, con il freschetto di ieri mattina, la gente faccia il bagno come a Ferragosto… io l’ho fatto, giuro, ma il mio motto è Vivere pericolosamente. Si fa per dire, e comunque non è obbligatorio.

Ulderico Nisticò

 

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