Nota dei vincitori del Concorso 2017 per Dirigente Scolastico

Il Tar Lazio respinge i ricorsi di un gruppo di candidati che non hanno superato la prova preselettiva del concorso per dirigenti scolastici 2017.
Mentre si avvia a conclusione l’ultima fase della prova orale, si fa sempre più calda la vicenda del concorso a preside. La selezione per il reclutamento di 2900 dirigenti scolastici è, da mesi, al centro della cronaca per via dei ricorsi presentati dagli inidonei.

Tra questi, un centinaio di candidati ha bussato alla giustizia amministrativa, avendo conseguito nei quiz un punteggio insufficiente per accedere allo scritto. In base al criterio stabilito dal Miur, soltanto i primi 8700 candidati dovevano superare la prova (su 35 mila domande di partecipazione) e il punteggio minimo per essere ammessi alla prova scritta era quello dell’ultimo candidato collocatosi in posizione utile nella graduatoria, circa 71/100.
I ricorrenti che hanno avuto un punteggio inferiore al minimo, ma superiore a 60, obiettano che 60/100, rappresenta la sufficienza in chiave docimologica, da ciò deriverebbe il loro diritto ad essere ammessi alla fase successiva del concorso. Un centinaio di questi ricorrenti è stato poi ammesso, con riserva, a svolgere le prove successive.

Ma il Tar Lazio, con sentenza pubblicata il 28 maggio 2019, respinge definitivamente il ricorso dei candidati “quota 60”, considerato che “nei pubblici concorsi- si legge nella sentenza – la fissazione di un determinato punteggio minimo da assegnare alle singole prove rientra nella ampia discrezionalità, di natura tecnica, di cui gode l’Amministrazione, al pari della stessa attività di attribuzione dei punteggi ai candidati sulla base dei criteri stabiliti dalla lex specialis, come la giurisprudenza sul punto ha più volte precisato sancendo che “in sede di pubblico concorso la Pubblica Amministrazione è titolare di un’ampia discrezionalità in ordine sia all’individuazione dei criteri per l’attribuzione ai candidati dei punteggi spettanti per i titoli da essi vantati nell’ambito del punteggio massimo stabilito dal bando, per rendere concreti ed attuali gli stessi criteri stabiliti dal bando, sia quanto alla valutazione dei singoli tipi di titoli; l’esercizio di tale discrezionalità- precisa il Tar- sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salvo che il suo uso non sia caratterizzato da macroscopici vizi di eccesso di potere”.

I ricorsi non sono mancati neppure dopo la pubblicazione degli esiti della prova scritta. Ora, molti candidati non ammessi agli orali, chiedono alla giustizia amministrativa l’annullamento della prova scritta, lamentando anomalie tecniche e organizzative, nonché disparità di trattamento con la Sardegna. Tra i motivi dei ricorsi vi sarebbe il fatto che i concorrenti sardi hanno sostenuto la prova scritta due mesi dopo degli altri. La prova computer-based, prevista in tutta Italia per il 18 ottobre 2018, in Sardegna è stata rinviata dal Miur al dicembre, a causa del violento nubifragio abbattutosi sull’isola. Il rinvio sarebbe stato, secondo i ricorrenti, una violazione del bando concorsuale, che prevedeva lo svolgimento della prova scritta nella stessa data, per tutte le regioni.

Ad alimentare le polemiche ha contribuito un articolo del settimanale l’Espresso, che ha denunciato diverse anomalie, tra cui presunta ubiquità per i membri di una commissione, schede di valutazione che sarebbero state create prima della correzione delle prove scritte e fughe di notizie. Accuse, che attualmente, sono al vaglio della Procura della Repubblica.
Alle polemiche i vincitori replicano affermando che, “le motivazioni dei ricorrenti sono pretestuose- dice uno di loro- perché non c’è alcuna correlazione tra il rinvio sardo e la bocciatura dei candidati alle prove scritte. Quanto all’ubiquità, se è vero che in una commissione sono stati commessi dei falsi, i commissari responsabili ne dovranno certamente rispondere, ma che c’entrano le altre commissioni? Perché penalizzare gli altri candidati, che dopo un faticosissimo percorso di studio e mille sacrifici, hanno superato tutte le prove? Inoltre- prosegue il candidato- per documentare le fughe di informazioni, certi giornali hanno fatto riferimento ai post pubblicati su “mininterno” da un nick “News freschissime”, che di tanti in tanto scriveva per incoraggiare gli utenti e per “rivelare” scherzosamente notizie e dati, quasi sempre smentiti poi dai fatti. Ma come si fa a prendere seriamente dei post anonimi?”.

Diversi giornali e siti d’informazione, da settimane, non fanno che parlare di un possibile annullamento del concorso. Perciò, si attende il 2 luglio per conoscere la sentenza del Tar Lazio.
Nel frattempo, alcuni candidati vincitori hanno indirizzato una lettera all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, denunciando che, a fronte di un pressante battage da parte di certa stampa su un possibile annullamento, nessuna testata abbia ancora pubblicato la sentenza di rigetto del Tar Lazio, che, al momento, è l’unica notizia ufficiale esistente sul concorso nazionale per dirigenti scolastici.

 

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