Nota del Partito Socialista Italiano – Federazione Provinciale di Catanzaro

 Alessandro Tassoni, il Segretario Nazionale Riccardo Nencini, Piero Amato

Alessandro Tassoni, il Segretario Nazionale Riccardo Nencini, Piero Amato

Dopo i successi ottenuti nella Provincia di Catanzaro (a Lamezia Terme, a Soverato, a Chiaravalle Centrale solo per citarne alcune) e di Cosenza, con il grande successo di Guccione (eliminato dalla giunta Regionale per un avviso di garanzia, divenuto per Oliverio e compagni una condanna definitiva) assistiamo ora al capolavoro del Segretario Regionale Ernesto Magorno e del gruppo dirigente.
Dopo anni di governo del centrosinistra sono dovuti arrivare i nuovi dirigenti del PD per far perdere le elezioni e consegnare le più importanti città calabresi. Più che aspettare il lanciafiamme renziano, chi ha gestito il partito sul territorio fino ad ora avrebbe dovuto dimettersi ed allontanarsi dalla politica per evitare di fare altri danni. Sarebbe stato auspicabile. Il problema della crisi del centrosinistra è ormai diventato un fatto nazionale.

Nel momento di appannamento del centrodestra e di Berlusconi, nel momento di gravi tensioni e di divisione nello schieramento avversario (che è arrivato al ballottaggio nelle grandi città solo a Milano) dobbiamo assistere al crollo del renzismo.
In Calabria la situazione è ancora più grave: basta leggere i nomi dei Dirigenti Regionali e Provinciali del PD per ricordare che tipo di classe dirigente fosse: sconfitta sul piano politico ma anche personale, essendo stata trombata tante volte da candidata con il sistema proporzionale.
Anche la nuova legge elettorale approvata, purtroppo, da tutto il centrosinistra, porterà inevitabilmente ad una sonora sconfitta, per la mancanza del coinvolgimento di importanti esperienze politiche di tradizione democratica.

Si restringono infatti gli spazi di molte componenti, fra cui la più importante quella socialista, che, se valorizzata, attraverso il recupero di tutte le sensibilità, diventa indispensabile per la vittoria finale.
Purtroppo, non possiamo restare indifferenti ai comportamenti del PD, partito di maggioranza relativa, e ci auguriamo, come socialisti, che nell’interesse dell’intera coalizione, la sconfitta alle elezioni amministrative, porti al cambiamento radicale di tanti, se non di tutti i dirigenti di quel partito.

 

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