Ho letto con attenzione quanto da Voi fattomi avere. Effettivamente la somiglianza architettonica dell’interno dell’eremo con il Pantheon è significativa. Il fatto però che l’entrata della struttura sia a Sud non permette gli stessi giochi di luce del tempio romano, che ha invece l’entrata a Nord. Va però ricordato che il Pantheon odierno è sostanzialmente quello fatto costruire da Adriano nel II secolo d.C. Quello originario, che fu fondato nel 27-25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa (genero di Augusto) aveva l’entrata a Sud, proprio come l’eremo di Sant’Elia Vecchio.
Grazie alle immagini satellitari di Google Earth ho ricavato un po’ di dati geografici del luogo ove sorge l’eremo e tramite alcuni calcoli astronomici ho elaborato quanto vi espongo di seguito.
Dati geografici e orientamento:
Coordinate (ricavate su immagine satellitare del 7 marzo 2014):
Latitudine: 38° 49’ 29” Nord (pari a gradi 38,824)
Longitudine: 16° 19’ 54” Est (pari a gradi 16,335)
Altezza sul livello del mare: 534 m
Per le coordinate di latitudine e longitudine i dati sono precisi. Per quanto riguarda l’altezza del sito i dati ottenibili da Google Earth, seppure non distanti dal reale, andrebbero confermati da rilievi con GPS sul posto. Ma passiamo all’orientamento della struttura.
Dalle immagini satellitari si evidenzia un sostanziale allineamento dell’asse dell’eremo con l’asse polare (Nord-Sud) con entrata della struttura verso Sud (178,70° invece dei canonici 180° di azimut del punto cardinale Sud, azimut non molto dissimile da quello del Pantheon, vedi immagine sotto).
L’asse delle finestre laterali è invece un tipico allineamento equinoziale (91,63° di azimut verso Est e 268,37° verso Ovest). Tutti i lati presentano quindi un orientamento verso i quattro punti cardinali con lo scarto di poco più di 1°. Ai fini dell’orientamento solare questo scarto può essere irrilevante per il funzionamento “astronomico” della struttura ma, anzi, può renderlo anche più funzionale.
Agli equinozi (gli attuali 21-22 marzo per quello primaverile e 22-23 settembre per quello autunnale, il Sole sorge esattamente al punto cardinale Est (azimut 90°) e tramonta al punto cardinale Ovest (azimut 270°). Il fatto che la struttura abbia un azimut di 91 gradi e mezzo verso Est può migliorare l’illuminazione interna della cupola, dal momento che quando il Sole è a 91 gradi e mezzo di azimut il suo disco appare completamente sopra l’orizzonte e la sua luce entra all’interno della finestra (a forma di “bocca di lupo”? dalle fotografie non si capisce molto bene). La luce solare proiettata dalla finestra, dapprima alta, si abbassa man mano che il Sole si alza, e si sposta verso il lato Nord-Ovest della cupola. Al tramonto (questa volta la luce solare entra dalla finestra Ovest) avremo al contrario un’illuminazione del lato Nord-Est della cupola, illuminazione che si sposterà alzandosi verso la finestra lato Est man mano che il Sole tramonta ad Ovest.
Per quanto riguarda i solstizi, un ruolo importante può essere giocato dall’oculo della cupola emisferica, questa volta non al sorgere o al tramonto del Sole, ma al suo culmine, cioè alla sua massima altezza che l’astro raggiunge al mezzogiorno vero locale (che non è quella marcata dall’orologio che è un mezzogiorno medio), altezza del Sole che logicamente varia di stagione in stagione. In tali occasioni l’oculo illuminato dal Sole prietterà un fascio ovale di luce che illuminerà l’interno della cupola ad altezze diverse a seconda della stagione (come accade per il Pantheon), più in basso al solstizio estivo (culminando il Sole nel punto più in alto) e più in alto al solstizio invernale (essendo il Sole più basso).
A differenza del Pantheon dove, in particolari periodi dell’anno il fascio di luce originato dall’oculo colpisce l’entrata del tempio (che è a Nord, il Sole a mezzogiorno è sempre sul punto cardinale Sud), nel caso dell’eremo di S. Elia Vecchio il fascio di luce non potrà mai colpire l’entrata, essendo quest’ultima a Sud, ma colpirà la parete o il pavimento sul lato opposto all’entrata (dove potevano esserci eventualmente statue divine?).
Il discorso fatto per le illuminazioni gli equinozi è valido solo se l’orizzonte visibile dal sito in direzione Est e Ovest è ad altezza 0°, cioè se non vi sono montagne che impediscano l’osservazione del Sole che sorge e tramonta, cosa che è alquanto difficile appurare dalle immagini satellitari ma che è possibile solo osservando personalmente i fenomeni dal sito in questione. Ipotizzando un orizzonte piatto, visibile in tutte le direzioni, ho calcolato la posizione in cui il Sole sorge e tramonta e a quale altezza culmina al mezzogiorno vero locale nei momenti astronomicamente più significativi dell’anno: ai solstizi e agli equinozi.
Dati astronomici solari per il sito di S.Elia Vecchio a Curinga:
Ho arrotondato i risultati dei calcoli al grado e ai primi, dal momento che il disco solare ha una sua discreta dimensione e non ha senso quindi calcolare i secondi d’arco.
Al Solstizio invernale il Sole sorge ad un azimut di 119°50’, culmina (al mezzogiorno vero locale) ad un’altezza di 28° e tramonta ad un azimut di 240°10’.
Agli equinozi il Sole sorge ad un azimut di 90° (Est), culmina (al mezzogiorno vero locale) ad un’altezza di 51° e tramonta ad un azimut di 270°.
Al Solstizio estivo il Sole sorge ad un azimut di 58°26’, culmina (al mezzogiorno vero locale) ad un’altezza di 74° e tramonta ad un azimut di 301°33’.
Come per tutti gli studi che io e Marina abbiamo fatto, questi non sono che i calcoli a tavolino. Per avere la prova non resta quindi che andare sul posto a vedere cosa succede.
Un cordiale saluto a tutti.
Giuseppe Veneziano
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