“Nulla quaestio sul curriculum di Zuccatelli, ma perché non un manager calabrese?”

In queste ore vi è tutto fuorché silenzio per quanto concerne il nuovo commissario ad acta Giuseppe Zuccatelli, a cui (dopo le chiacchieratissime dimissioni del predecessore Saverio Cotticelli) è stata affidata la gestione della sanità calabrese in una fase che definire “critica” è un eufemismo. La Calabria è una regione in costante “codice rosso”, che da ormai 11 anni sembra essere destinata a soccombere al continuo e inesorabile commissariamento.

Quest’ultimo, però, non è riuscito nell’intento di salvare dal baratro la nostra sanità, nonostante tagli, accorpamenti, la mancanza di oltre 4mila assunzioni, aumenti degli addizionali. Tutto ciò – sembra assurdo dirlo – non ha sanato la voragine, anzi, l’ha dilatata ulteriormente, portando il nostro sistema a un flebile lumicino incapace di fronteggiare l’emergenza pandemica attualmente in corso. Questo non per mancanza di competenze, ma per la mancanza di risorse che, anche quando sono state disponibili, non sono state sfruttate.

Nomi eclatanti di manager e generali si sono avvicendati negli anni al vertice della nostra sanità, ma tutti provenienti da “fuori”, come se non esistessero calabresi meritevoli e di spessore, dotati di curriculum di livello e soprattutto di passione per la propria terra, che avrebbero potuto tirar fuori la Calabria da questa situazione di stallo. Ma probabilmente il fatto che non appartenessero alla sfera politica e soprattutto a una sfera in particolare, quella che sta al vertice, ha impedito loro di poter prendere in mano la situazione. E quindi ci troviamo ancora qui, oggi, dopo il disastro degli anni passati a immaginare cosa potrà accadere in quelli futuri.

Nulla quaestio sul curriculum di Zuccatelli e non vogliamo neppure azzardar parola sul suo approccio al Covid-19 o sulla sua capacità gestionale dell’emergenza di Villa Torano.
Chiediamo però che si vada oltre i confini della politica, che vi sia la massima trasparenza sulla situazione sanitaria calabrese, ormai divenuta una pantomima, e che sia fatta una volta per tutte chiarezza.

Abbiamo bisogno di gente che ci tenga davvero a questa regione e a salvarla dal baratro. Abbiamo bisogno di qualcuno che si rimbocchi le maniche veramente per farla rinascere. E vogliamo ricordare che non sono i numeri che compongo la squadra a portare i risultati, ma le capacità e la passione con cui si affrontano le cose: solo quelle potranno far risorgere la sanità calabrese e garantire ai cittadini le cure adeguate senza timore di arrivare in un pronto soccorso con i nostri medici in prima linea, ma a mani nude!

Chiediamo che la Calabria, questa volta, venga considerata davvero e che non sia lasciato tutto al caso com’è accaduto in passato, chiediamo attenzione e costanza, passione e meticolosità, ma soprattutto tutele per i calabresi, che per troppo tempo sono stati completamente dimenticati dal sistema.

Enzo Bifano (Presidente Confartigianato Catanzaro)
Innocenza Giannuzzi (Presidente Confartigianato Turismo Catanzaro)
Raffaele Mostaccioli (Segretario Provinciale Confartigianato)