Occhiuto e le prossime elezioni regionali


Se ho capito bene, e salvo errori e omissioni e sempre possibili varianti, dobbiamo votare per la Regione, e ciò nel mese di ottobre, quindi tra un settanta giorni, agosto e ferie inclusi. Abbiamo poo tempo per pensarci.

Roberto Occhiuto fa una mossa politica, magari discutibile ma politica. Quanto ai problemi giudiziari, “la giustizia compia il suo corso”, possibilmente non con il solito passo di lumaca.

Occhiuto si ricandida. A questo punto, tali sono le possibilità:

– Occhiuto si ricandida con tutto il centrodestra unito;
– Occhiuto si ricandida senza il centrodestra unito;
– varie ed eventuali.

Comunque sia, gli elettori calabresi dovranno esprimere il loro giudizio. Io, nel mio piccolo, così ritengo.

1. Occhiuto è stato, tutto sommato, meglio di A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio e A. Viscomi di centrosinistra; e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi, Santelli, e Spirlì di centro(destra). A differenza di quelli, ha tentato di comandare invece di accontentare tutti e distribuire pacche sulle spalle.

2. La Calabria, come è noto, è l’ultima d’Europa, e di ciò la colpa è dei suelencati presidenti della Regione e di tutto il corteggio di caudatari (più terra terra, reggicoda).

3. Enormi responsabilità pesano anche sulle spalle degli intellettuali cittadini onorari di qualche buco; e sempre pronti a prendersela con, per esempio, Carlo I d’Angiò, ma solo dopo aver controllato che è morto nel 1285, e defunto senza eredi viventi. Controllato? Imparato: ahahahah! Qualcuno invece accuserà Nino Bixio, bene inteso senza avere la minima nozione di chi fu.

4. Ma i presidenti e soci non sono mai stati soli, ci sono gli assessori e i consiglieri regionali. E qui statemi bene attenti.

Dal 1970 a oggi, la Calabria ha visto salire e scendere centinaia di assessori e consiglieri, il 99,9% dei quali erano dei perfettissimi sconosciuti prima di essere eletti, e rimasero sconosciuti perfettissimi anche dopo eletti e durante il mandato e dopo; e non se ne ricorda nessuno. Per quel che mi può più riguardare, gli assessori alla Cultura sono stati non dico decorativi, dico di purissimo arredamento come le bambole Furga delle vecchie case. E tutti, consiglieri e assessori, candidati con il brutale criterio di “quello porta voti”.

Chissà se, davvero dovendosi andare alle urne a ottobre, i partiti si metteranno una mano sulla coscienza a formare liste serie?

Come si sceglie un candidato serio? Non certo con le primarie in mezzo alla strada, vedi caso Elly eletta dai passanti; non certo con riunioni di partito, visto che in Calabria partiti non ce ne sono ma solo sigle e generali senza esercito; non certo con sceneggiate e riempitivi di poeti e scrittori e filosofi della domenica.

Secondo me, con un solo criterio, di cui la Calabria ha urgenza… da millenni: candidare chi, una volta divenuto presidente e assessore, abbia i baffi per firmare ORDINI DI SERVIZIO ai suoi inetti passacarte, e pretenderne l’immediata esecuzione, pena provvedimenti disciplinari e pubblicazione della faccia del pigro su tutti i giornali.

Per ottenere ciò, occorrono persone che non siano amici degli amici e affiliati e parenti e sodali di nessuno, ma facciano il loro dovere istituzionale. È ora di finirla, in Calabria, con “u bonu bonu”.

Se invece leggerò liste dei soliti pinchipallini, di qualsiasi colore siano, posso sempre regolarmi come il 72% ai recenti referendum: restare a casa.

Ah, un corollario. I responsabili nazionali dei partiti vengano in Calabria, invece di lasciare briglia sciolta ai dirigenti (ahahahahah!) locali.

Ulderico Nisticò