Occhiuto, il voto, niente cultura, e la CONSULTA in pectore


 Premessa, del resto ripetuta: sia la prima sia l’altra volta ho votato per Occhiuto presidente. Seconda premessa: ritengo un successo la sua politica sanitaria, e in particolare la fine di 16 anni di commissariamento.

Quella che, al contrario, penso, anzi vedo essere non dico fallimentare, dico del tutto assente è la politica culturale, un settore di cui Occhiuto è responsabile generico in quanto presidente, e direttamente responsabile perché, dopo la rielezione, quindi ormai sei mesi fa, ha tenuto per sé l’assessorato alla Cultura, e questo assessorato non ha dato, a oggi 15 aprile, il benché minimo segno di vita. Per dirla con una citazione dotta, giace “all’ombre dei cipressi e dentro l’urne”.

Terza premessa: dal 1970, cioè da quando iniziò la grama esistenza della Regione Calabria, gli assessori alla Cultura furono, ho detto e ripeto, non di rappresentanza ma di arredamento, e la loro attività è stata effettualmente nulla. E ciò affermo valere per i tre quinti di sinistra e centrosinistra, e per i due quinti di centro[destra]: di destra, c’è ben poco. Vero per il passato, però oggi, nel 2026, dobbiamo parlare di Occhiuto, e il nulla precedente non ci consola.

Da quello che intuisco, Occhiuto ha tenuto per sé l’assessorato Cultura in attesa di poter nominare qualcuno; ma poi si è impallato tra 9 assessori invece di 7, più 2 sottosegretari; e diversi e non concordi appetiti. Perciò non c’è un assessore alla Cultura; e, ribadisco, non abbiamo notizie di azioni di Occhiuto in tale settore pro tempore.

E non basta. Appena rieletto, Occhiuto annunziò la costituzione di una CONSULTA CULTURALE. Si spettegola che questa sia stata individuata, però resta in pectore, cioè sa solo lui se esista e chi ne faccia parte.

E invece io, che di cultura qualche cosa mastico, sarei curioso di conoscere i seguenti misteri:

1. C’è o non c’è la suaccennata CONSULTA?

2. Come mai, se c’è, rimane, diciamo in dialetto, “all’ammucciuni”, dal greco μυχός.

3. Domanda fondamentale: se c’è, chi ne fa parte? Chi sono, gli illustri calabresi cui spetta l’onore e l’onere? Stesicoro, Ibico, Alessi, Nosside, Alcmeone, Pitagora, Teanò, Cassiodoro, Gioacchino, Telesio, Galeazzo, Preti, Campanella, Gravina, Galluppi, Cilea, Alvaro… Francamente, non vedo in giro siffatti ingegni.

4. O sta avvenendo la solita lottizzazione, estesa anche alla poesia, alla prosa, alla filosofia, alla storia?

5. Attenti ai nomi, quando saranno noti. E qui cito Virgilio, quando Nettuno minaccia i Venti ed Eolo, dicendo solo: “Quos… ”, con evidentissimi sottintesi. E se troverò Pinchipallini amici degli amici…

Tranquilli, amici lettori che mi fate la cortesia di leggere: gli altri faranno finta di non aver letto, in testa Occhiuto.

Ora qualcuno penserà che la prossima volta voterò, per esempio, Tridico. E qui ci vuole l’ultima dotta citazione, questa volta manzoniana: Tridico, chi era costui?

Ulderico Nisticò