Olimpiadi, ragazzi di Taverna, e “u sula scarfa a cu’ vida”


 Penso lo sappiate tutti. La Media di Taverna vince il concorso nazionale per le mascotte delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Il CONI o chi per lui accenna, nell’inaugurazione, alle mascotte, però senza minimamente nominare i ragazzi, la Media, Taverna e la Calabria.

In questi ultimissimi giorni di Olimpiadi, quindi “a la sculatina e l’utri”, alla ventitreesima ora e cinquantanove minuti, la Calabria se ne accorge e affaccia qualche timida obiezione. I ragazzi verranno invitati, pare, alla cerimonia di chiusura.

In “zona Cesarini”, cioè a cose fatte e finite, compare tale Giusy Princi, quella che è stata promossa a deputato europeo in compenso di aver fatto anche lei quello che dal 1970 fanno gli assessori alla Cultura: niente! Ve ne posso portare personale testimonianza.

A proposito, come parlamentare europea è stata incaricata dei rapporti con – focu meu! – l’Asia Centrale. Sono curioso di sapere come si sia adoperata nei confronti del Kazakistan, Turkmenistan eccetera; io non so un accidenti di eventuali di lei azioni, e vorrei che si colmasse questa mia lacuna, ma con date e luoghi e fatti.

Che c’entra la Princi? Nulla, se non che compare sui giornali come se fosse stata lei a invitare i ragazzi di Taverna. Ammesso abbia fatto qualcosina, si tratterebbe di tardi, tardissimo.

E andiamo avanti. Ora non ve ne venite fuori con il solito complesso d’inferiorità e di presunta persecuzione nei confronti della Calabria. Infatti, amici belli, la colpa non è del CONI, bensì la colpa è tutta e interamente della Calabria; e qui sarò più preciso:

1. Colpa dei politici europei e nazionali eletti in Calabria.

2. Colpa dei consiglieri regionali, provinciali, comunali eccetera.

3. Colpa della Regione Calabria, che non ha trovato un momento per telefonare al Malagò o chi per esso, e pretendere (PRETENDERE, non chiedere!) la presenza dei ragazzi all’inaugurazione.

4. Idem per la Provincia di Catanzaro.

5. Idem per il Comune di Taverna. Ora che ci penso, sono anni che attendo dal sindaco la cortesia di una risposta a proposito dell’Anania.

6. Colpa degli intellettuali malinconici, tristi, depressi e deprimenti, s€gu€ c€na.

7. Eccetera. Ed ecco perché la Calabria è (a parte la Cayenna: ahahahah) l’ultima d’Europa.

Insomma, “u sula scarfa a cu’ vida”, ovvero “chi fa da sé fa per tre”, e via con le banalità e proverbi. La colpa è della Calabria e del suo millenario “poi vidimu”, seguito da “e chi ci vola?”; e intanto finiscono le Olimpiadi, “e il tempo passa, e passano le stelle”: stavolta è il Pascoli; ovvero “fugit inreparabile tempus”, direbbe Virgilio.

A che serve aver scritto questo articolo? A nulla, perché intellettuali e politici faranno finta di non aver letto. Mi svago io, direbbe padre Dante, “per isfogar la mente”.

Ulderico Nisticò