Operazione dei Ros in Calabria, 14 arresti e sequestro beni per 8 milioni

Dalle prime ore di oggi il Ros, col supporto in fase esecutiva dei comandi provinciali carabinieri di Reggio Calabria, Catanzaro e Bologna, sta eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia, diretta dal Giovanni Bombardieri.

I provvedimenti hanno raggiunto 14 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione, trasferimento fraudolento di valori, traffico di influenze illecite in concorso, tutti aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, concluse nel 2018, in epoca antecedente alla pandemia, si sono concentrate sull’Asp di Reggio Calabria la cui competenza si estende sull’intera provincia amministrativa suddivisa nei distretti sanitari di Reggio Calabria, Tirrenico e Ionico ed il cui funzionamento è stato alterato dai condizionamenti mafiosi.

In alcuni casi, al fine di agevolare le società riferibili ai ”Piromalli”, è stato riscontrato il ricorso a procedure di affidamento diretto delle commesse – in particolare per i presidi ospedalieri di Locri, Gioia Tauro, Polistena e Melito Porto Salvo – favorito dalla mediazione di personale medico ricompensato con utilità varie e indebite provvigioni (variabili tra il 2,5 e il 5 % del valore nominale delle commesse).

Sotto il profilo associativo sono emerse sinergie criminali e imprenditoriali nel settore sanitario con la cosca ”Molè” i cui esponenti figuravano, unitamente a quelli dei ”Piromalli”, nei medesimi assetti societari. Nella contestualità dell’operazione è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e rapporti bancari, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di alcune società per un ammontare complessivo del sequestro pari a circa 8 milioni di euro.

Inoltre, i carabinieri del Ros impegnati nell’operazione antimafia “Chirone” hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e rapporti bancari, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di alcune società per un ammontare complessivo del sequestro pari a circa 8 milioni di euro.