Operazione “Grecale”, udienza fiume a Catanzaro: le difese attaccano il “teorema” dell’accusa


 Udienza fiume oggi davanti al Gup del Tribunale di Catanzaro, Dott.ssa Gilda Danila Romano, nel procedimento nato dall’operazione “Grecale” sull’Università Magna Graecia del capoluogo.

Al centro del confronto, le ultime discussioni delle difese, chiamate a smontare l’impianto accusatorio che ipotizza un sistema di illeciti nella gestione dei laboratori con cavie vive, tra associazione per delinquere, corruzione, falso, truffa e maltrattamento di animali.

In aula hanno discusso, tra gli altri, gli avvocati   Vincenzo Maiolo Staiano, Vincenzo Garzaniti, Luca Procopio, Arturo Bova e Valerio Murgano, che hanno contestato uno ad uno gli snodi della tesi della Procura, ridimensionando l’idea di un’organizzazione criminale strutturata e rivendicando la natura istituzionale dei rapporti tra Ateneo e Asp.

Le difese hanno anche respinto la rappresentazione dei laboratori come “stanze dell’orrore”, richiamando protocolli e autorizzazioni e denunciando il rischio di criminalizzare la ricerca scientifica.

Con la chiusura delle discussioni, la parola passa ora al Gup, che il prossimo due Marzo sarà chiamato a decidere se il dossier “Grecale” approderà al dibattimento o si fermerà all’udienza preliminare, in un clima di forte attesa dentro e fuori l’Ateneo catanzarese.