Operazione “New Age”, 13 arresti tra le nuove leve dello spaccio di droga


Il blitz è scattato alle prime ore di oggi a Taurianova e Cittanova. I carabinieri nell’ambito dell’operazione denominata “New Age”, hanno eseguito 13 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di associazione finalizzata alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti. Quattro soggetti sono finiti in carcere, sei ai domiciliari, per due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria e per uno il divieto di dimora.

L’operazione, giunge ad esito di un’attenta attività investigativa condotta dai militari dell’Arma dal gennaio 2020, che ha consentito di accertare la presenza di un articolato giro di spaccio, al centro del quale è stata riscontrata l’operatività di alcuni soggetti risultati, punto di riferimento di numerosi consumatori di sostanza stupefacente del comune di Taurianova, oltre che di alcuni comuni limitrofi.

In particolare, le attività investigative sono state avviate a seguito dell’arresto in flagranza eseguito dai carabinieri di Cittanova, di uno dei destinatari del provvedimento, per detenzione ai fini di spaccio, poichè trovato in possesso di quasi 8.000 dosi di marijuana pronte ad essere vendute.

In tal caso, dopo una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’uomo, erano state rinvenute diverse buste con le infiorescenze di marijuana, nascoste all’interno del doppiofondo ricavato in uno degli armadi della camera da letto, che se immesse sul mercato, avrebbero garantito proventi per oltre 7.000 euro.

L’attività info–operativa ha permesso di analizzare i profili dei contatti dell’arrestato, e di risalire alla ramificata rete di distribuzione e dei canali di approvvigionamento dello stupefacente, identificando le nuove leve dello spaccio di droga in soggetti, per la maggior parte di età non superiore ai 30 anni, resisi responsabili delle condotte illecite quali l’offerta, la cessione, il trasporto, la vendita e la coltivazione oltre che del consumo dello stupefacente.

Il controllo incrociato dei dati emersi dalle verifiche effettuate ha infine consentito di ricostruire le circostanze del fatto e le condotte criminose degli indagati in circa una cinquantina di eventi delittuosi, sia sul territorio nazionale che all’estero, sintomatiche della sussistenza di una forte rete relazionale.

In particolare, determinanti in merito alla considerazione della sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico degli arrestati, si sono rivelati i numerosi recuperi effettuati nel corso nell’intera attività investigativa, di varie sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina e marijuana.

Rinvenute anche due piantagioni di canapa indiana, di cui una scorta nel solaio della casa di uno dei soggetti arrestati mentre l’altra all’interno di un appartamento occupato abusivamente di un palazzo sito nel centro storico di Cittanova.

Nello specifico, è stato appurato come gli indagati avessero meticolosamente allestito degli impianti idroponici, completi di sistemi di riscaldamento, ventilazione e illuminazione a lampade UV, destinati alla gestione di varie colture di canapa indiana, differenziate per il potenziale tossicomanigeno. Lo stupefacente, lavorato in dosi, avrebbe permesso agli indagati di ricavare guadagni non inferiore a 50.000 euro.