Ora che l’incidente è successo…

…e purtroppo mortale, ora tutti a piangere. Prima no, prima vi avvertivo solo io, che la circolazione a Soverato è senza controllo: oggettivamente senza controllo, e chi ne ha colpa, se la pigli. E aggiungevo – testualmente, e quanto sarei lieto di essermi sbagliato! – se stavate tutti aspettando un incidente, una morte! Vi ho informati che almeno un paio di volte un cretinetti con auto veloce stava per colpirmi; e che il motorino con la marmitta guarda caso rotta va a zigzag sul Lungomare, con rumore e inquinamento e rischio per altri.

  Ho affermato ciò molte volte nella mia trasmissione il Punto; l’ho scritto qui su Soveratoweb; l’ho detto personalmente a: sindaco, vicesindaco, assessori, presidente, comandante e vigili; e all’opposizione. Mi hanno tutti assicurato che ho ragione, anche se ho avuto, a volte, risposte così lunghe e ingarbugliate, e così a colpi di leggi e decreti e delibere eccetera, che al confronto un sofista greco era lineare come una retta. Attenti, lascio ad agenti e giudici e avvocati la “dinamica dei fatti”, che non è di mia competenza, e se la veda chi deve; e io sono vicino al dolore della famiglia per la tragedia subita. Qui non si discute di un singolo caso o l’altro, ma di un problema serio e generale: il traffico a Soverato ha quindi urgenza di stretta sorveglianza.

 Adesso, è ora di provvedimenti radicali. Il primo e fondamentale è beccare uno qualsiasi che superi i limiti di velocità urbani, o comunque violi le regole, multarlo alle stelle e levargli punti o l’intera patente. Vedete come passa a tutti la voglia di credersi a Monza!

 Chi lo deve fare? Boh, non è mia competenza neanche questo. Manca chi fisicamente lo possa fare? E allora, telecamere, droni… E comunque, i dissuasori, i dossi, soprattutto in alcuni tratti: dalla rotatoria di via Colombo alla Galleria; per tutta la via S. G. Bosco; in via Amirante fino alla fine del territorio comunale. Ma anche altrove, ovvio.

 E un’altra cosetta, che però ha la sua importanza. Finitela, giornali, con il ritornello del “prontamente intervenuti”, che è oggettivamente offensivo per gli agenti e i carabinieri: come se si potesse invece intervenire non “prontamente” ma a scelta, secondo gli umori, con calma, e la “prontezza” fosse un merito da additare alla pubblica ammirazione, e non, come è, un immediato e banalissimo dovere.  

 Nessuno scrisse mai sui giornali “il prof. Ulderico Nisticò è arrivato in orario a scuola e ha spiegato Dante”, essendo questa una condizione minima del mio quotidiano lavoro. Così, la presenza costante di agenti delle varie polizie statali e locali dovrebbe bastare a spaventare i campioni delle quattro o delle due ruote. Presenza costante, però, e inattesa, in agguato. O telecamere e altro, ma non il prossimo novembre: subito. Ripeto: se si sparge la voce di una patente ritirata, non correremo altri pericoli.

 A proposito, servirebbe anche a convincere indigeni e forestieri che, salvo evidenti inderogabili esigenze, è meglio camminare allegramente a piedi che vagare alla ricerca di un parcheggio a tre metri dalla meta, versando nell’aria monossido a fiumi.

 Ecco, ora a tutto questo pensino tutti, e “prontamente”, prima di dover piangere un altro lutto.

Ulderico Nisticò