Alzi la mano chi non si è sentito un poco obnubilato dal cambio dell’orario; e chi non si è fermato un attimo a ricordare se “un’ora avanti o una dietro”; e chi non ha lodato la tecnologia che aggiusta da sola telefoni e computer; e chi non ha pasticciato con i pochi orologi a mano superstiti… Oggi, che è il secondo giorno, ci stiamo abituando, e meditiamo a mente serena.
Se è vero, e più o meno ci credo, che l’ora legale porta dei benefici… e il miglior beneficio è che la gente si deve svegliare presto invece di poltrire nel letto… però ci sono anche vantaggi organizzativi e finanziari ed economici… ebbene,
PERCHÉ NON CI TENIAMO TUTTO L’ANNO L’ORARIO LEGALE?
Qualcuno opporrà che d’inverno fa buio fino all’alba… e già, come se se ne fossero mai preoccupati, per i millenni dei millenni; e c’è l’illuminazione pubblica e privata ormai anche nei più sperduti casolari.
Mi dicono che si oppongono quelli dell’Europa Settentrionale, per le diverse condizioni di paralleli e di luce. Avranno anche una loro ragione, ma non è detto che l’orario debba essere per forza unico. Quando, ante brexit, c’era la Gran Bretagna, il suo fuso orario (quello fondamentale, di Greenwich) era, per noi, un’ora indietro, e nessuno se ne lamentò. E ciò accade, attualmente, in Irlanda (Eire) e persino in Portogallo; e, un’ora avanti, in Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Bulgaria, Grecia.
Stati di vasta estensione come Russia, USA, Cina, Canada, Australia… hanno diversi fusi orari.
Proviamo a parlarne?
Ulderico Nisticò