Pacchi dono per i centri antiviolenza di Catanzaro

C’è un “filo” che unisce l’associazione romana “Salvamamme” a Catanzaro. Si chiama “vicinanza” alle situazioni estreme e di disagio sociale che vedono le donne ed i loro figli, loro malgrado, protagonisti. Laddove c’è bisogno di un aiuto concreto – sia in termini materiali che di sostegno umano e psicologico – “Salvamamme” supera i confini territoriali ed interviene dando una risposta immediata al problema. Ed è così che, a proprie spese, nei giorni scorsi ha inviato a Catanzaro decine di pacchi contenenti corredini per neonati e vestiario per le mamme (usati ma in perfette condizioni), giocattoli funzionanti, zainetti per la scuola e quant’altro possa servire nel percorso di crescita, da destinare ai centri antiviolenza che forniscono protezione a chi fugge da maltrattamenti e mortificazioni insostenibili.

A svolgere il ruolo di intermediario è stato il Centro Servizi al Volontariato, che ha provveduto a distribuire gli scatoloni a due importanti realtà del territorio: “Mondo Rosa”, gestito dal Centro Calabrese di Solidarietà, e Fondazione Città Solidale.

La scelta di Catanzaro, invece, la si deve a Donatella Gimigliano, “catanzarese doc” che vive e lavora a Roma, e che dell’opera di “Salvamamme” è una strenua sostenitrice, diventandone col tempo l’addetta stampa: “Nella sede di “Salvamamme” arrivano ogni giorno quintali di vestiti, giocattoli e materiali vari che sono frutto di donazioni continue da parte di mamme, ma non solo – spiega infatti la Gimigliano – “Salvamamme” provvede a recuperare con grande cura quanto ricevuto, ed a distribuirlo laddove c’è bisogno, in Italia, ma anche in Africa ed in Bulgaria. Alla base c’è un lavoro enorme, ma soprattutto tanto amore e dedizione per far sentire meno sole le mamme meno fortunate che devono crescere i loro bambini”.

“Salvamamme” (a presiederla è Mariagrazia Passeri, mentre l’attrice Barbara De Rossi ne è il presidente onorario) è un punto di riferimento per l’Asl, le aziende ospedaliere, i consultori, per le questure che si trovano a dovere affrontare in tempi celeri situazioni delicate. Ed è sulla scorta degli innumerevoli atti di violenza che hanno visto susseguirsi nel corso degli anni, che le volontarie hanno pensato bene di realizzare “le valigie di salvataggio” per tutte quelle donne che fuggono dalle proprie case perché in pericolo e non si portano dietro neanche lo stretto indispensabile.

A contraddistinguere l’operato dell’associazione è l’attenzione ai più svariati bisogni: basti pensare che c’è chi ripara i giocattoli da donare a tempo pieno, come se si trattasse di un lavoro. Guido, che ha preso congedo dall’Alitalia, ora si dedica a questo: a dare nuova vita ai giocattoli, ripulendoli come fossero nuovi di zecca, perché un bambino che sta in ospedale o che vive il dramma dei genitori separati ha diritto ad essere considerato e ad avere le medesime opportunità.

Ecco qual è la forza di “Salvamamme”: saper intercettare il bisogno ed operarsi con passione per dare risposta. A Roma, ma anche a Catanzaro.   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.