Palamara e la Giustizia

 Palamara Luca, del Consiglio Superiore Magistratura, celebre per i suoi pareri circa le nomine dei giudici, è indagato a Perugia per corruzione (innocente, ovvio, fino a sentenza definitiva… ), e intercettato mentre dice più o meno così: “Salvini sui migranti ha ragione, però bisogna attaccarlo”.

 Ora, fate finta che non si parli di Matteo Salvini e di migranti, ma di Ulderico Nisticò e di un divieto di sosta con multa; e che un giudice cui stia antipatico dica: “L’auto di UN era in sosta regolare, però la contravvenzione la deve pagare lo stesso”. Ora, ciascuno di noi, amici lettori, sostituisca Ulderico Nisticò con il proprio nome e cognome, e vedete se non vi viene un raptus di didimociclosi.

 Praticamente, che vorrebbe dire, se è vero, il Palamara? Che, attraverso una qualche più o meno fantasiosa interpretazione di una qualsiasi legge, un qualcuno qualsiasi deve esercitare un’azione negativa nei confronti di Salvini o di qualsiasi altro. Ovvero, è l’uso politico della magistratura.

 Nota: “bisogna” è sinonimo si “si deve”; quindi c’è qualcuno che in tal senso impartisce ordini? Boh! In italiano, pare così.

 Del resto, se i giudici italiani sono, e legittimamente, divisi in correnti, cosa vi dovete aspettare? Una si chiama “Magistratura democratica”, e quindi accusa, implicitamente, gli altri di democratici non essere; l’altra si chiama “Unità per la costituzione”, quindi accusa, implicitamente, gli altri di non essere nella costituzione.

 Non va bene, e, fosse per me, licenzierei un magistrato che s’iscrive a una corrente, o che va a una riunione di partito. Di qualsiasi partito, in quanto partito. Come posso io, cittadino, fidarmi di chi esplicitamente si dichiara di un partito che magari è il mio oppure è il contrario?

 E di tutto questo, il CSM che dice? E che ne dice il presidente della Repubblica, che è anche presidente del CSM? Per mutuare d’Annunzio, “il silenzio era vivo”.

 Una riflessione politica. Tra poco, Salvini sarà processato, come semplice cittadino. Provate a immaginare l’effetto, se fosse stato processato come ministro in carica; e condannato, rappresentando il 35% degli elettori. E già, ma ministro era, e si buttò giù da solo.

 Quanto al fatto, vi ricordo due cose: che quando il governo era Conte 1, venne negata l’autorizzazione a procedere, mentre il Conte 2, per la stessa identica cosa, la concesse; e che quando l’ONU s’inventò un congresso per legalizzare l’immigrazione a piacere, il governo Conte 1 alla riunione non mise manco piede, ben immaginando il trucco. Oggi…

 Ricordiamo infine parecchi giudici presunti corrotti; e uno che presunto non è perché ha confessato le sue colpe, e, secondo me, sussurrato le colpe degli altri, e dico Petrini. E poi ci sono i mafiosi scarcerati, le sentenze non depositate in tempo; il ministro che non manda ispettori…  E il CSM? E i presidenti dei tribunali? Se ne fregano, mi pare, della culpa in vigilando, e non vigilano.

 Attenti, ragazzi: quando si diffonde la sfiducia nei confronti della Giustizia, può saltare anche tutto il resto.

Ulderico Nisticò