Parcheggi a pagamento?

 È il mio parere, ma anche quello di molti altri. Quando la sera vediamo file di auto sul Lungomare, che fanno e dove vanno? Certo non a vedere la Pietà del Gagini, visto che nessuno gliene parla! Vanno in cerca di un parcheggio. E dove lo cercano? Il più vicino possibile al Lungomare; e fin quando non lo trovano, rifanno il giro, inquinano a tutto spiano, e impediscono e infastidiscono un onesto passeggio.

 Vanno per caso a parcheggiare al Palazzetto, o a via Trento e Trieste? Non sia mai: è tutta gente fraccomoda, che a piedi non percorre manco cento metri.

 Il parcheggio non c’è, anche perché parecchi cortesi ospiti arrivano mattina presto e se ne vanno la sera, occupando così, sempre gratis, un posto vicinissimo alla spiaggia.

 Nella distorta mentalità del soveratese medio, ciò corrisponde al barocco “quanta gente nella Perla dello Ionio!”, senza valutare se questa “gente” porta qualche vantaggio, compra un gelato, va a cena… ma no: cerca un parcheggio, e rende l’aria irrespirabile. Certo, chi vaga con l’auto non è un turista alloggiato in albergo.

 Soluzione? Parcheggio a pagamento dalla rotatoria all’innesto con via Galleria. Un’ora, 50 centesimi, mica tanto; ma sufficiente a sconsigliare i posapiano e i cortei di aspiranti parcheggiatori inquinanti e disturbanti; e a convincerli che, in fondo, qualche centinaio di metri a piedi non ha mai ucciso nessuno; se mai, è ginnastica.

 Esenti, ovvio, i residenti; e anche quelli che (sogni di gloria!) prendano in fitto un appartamento, ma non in nero, bensì con carta d’identità. A quelli, gratis; agli altri, quelli in nero, una settimana di pagamento del parcheggio, così gli passa il vizietto.

 Qualcuno non verrà più? Pazienza, anzi meglio: il turismo non si misura a “gente”, ma a posti letto e a coperti. E magari ad acquisti nei negozi, se hanno qualcosa di appetibile da vendere. Chissà se a settembre, come io propongo ogni estate invano, si farà un convegno serio per sapere quanti hanno dormito e quanti hanno mangiato a Soverato: non “quanta gente”? Non si farà, tranquilli.

 A proposito: ci sono quelli che bloccano gli ingressi con fioriere e altri espedienti, nel pietoso conato di attirare clienti; e ci sono (e lo scrivo con il massimo rispetto per chi ne ha davvero bisogno e diritto) posti riservati da ridiscutere almeno una volta l’anno, anagrafe alla mano.

Ulderico Nisticò