Parliamo del nucleare

Ora qualcuno dirà che io seguo Salvini; scordando, il qualcuno, che io ho il doppio degli anni di Salvini, e quando egli ancora non andava all’asilo io avevo già scritto libri eccetera. Del resto, Salvini ha un’idea al giorno (vi ricordate i BOT?), e, uscito in prima pagina, se la scorda il giorno dopo; e mai la approfondisce, magari chiedendo a chi ne sa.

Ai tempi del referendum, io votai per il nucleare. E feci notare che, se gli igienisti sono davvero contro il nucleare, dovrebbero pretendere che l’Italia non compri energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera eccetera, che la producono con il nucleare. Lo chiedo anche ora.

E chiedo se, secondo loro, il petrolio è meno inquinante dell’atomo; e mi pare di no.
Vorrei anche sapere, con cifre precise, se e in quanto l’energia elettrica italiana viene prodotta dalle cosiddette fonti rinnovabili come pale eoliche e fotovoltaico. C’è anche l’energia prodotta dai rifiuti, ma secondo me è una fantasia a ruota libera, senza effetto. Vorrei, ripeto, cifre precise, ma non ce ne fornisce nessuno.

A proposito, la bolletta della luce è, in Italia, tra le più care del mondo. Come mai?
Parliamo del nucleare, ma sul serio. Ciò significa un’analisi scientifica dei costi e dei rischi, e dei benefici; e solo dopo decidere. Lo so che se scegliamo un posto qualsiasi, tutti gli intellettuali del luogo faranno lo sciopero della fame mezzora, e le tv li mostreranno più affamati del conte Ugolino. Ma io crederò alle loro strida e lacrime, quando chiederanno di non comprare energia da Svizzera e Francia.

Se mai, bisogna pretendere che un’eventuale centrale nucleare sia tecnicamente sicura, e oggi è possibile. Ma un terremoto… beh, ragazzi, così recita un detto medioevale: Quando cadet Coloseus, cadet et Roma; et quando cadet Roma, cadet et mundus. Con la paura dei terremoti, non costruiremmo nemmeno case.

Il vero problema è l’uranio, che non si trova proprio dovunque; e ciò comporta problemi di politica estera e militare.
Sarei però lieto che se ne parlasse, ma sul serio.

Ulderico Nisticò