Passione di Cristo a Petrizzi

Dalla stupenda piazza Regina Elena passando per via Garibaldi alla tranquilla piazza Nappini incamminandosi lungo il caratteristico dedalo di vicoli di via Roma, per poi ripercorrere a ritroso lo stesso tragitto convergendo lì da dove si era partiti per rivivere scene dal significato profondo per il cristianesimo, ricostruite e curate dal gruppo parrocchiale di Petrizzi che ancora una volta si conferma collante vero e fulcro portante della locale gioventù. L’ultima cena del Messia con i discepoli, l’arresto, la flagellazione con il processo davanti al sinedrio e la crocifissione portati in scena da attori principianti che a proprio agio nei ruoli personificati hanno saputo destare profonde emozioni e dimostrato che talvolta crederci può significare riuscirci.

Suggestivi i tradizionali canti intonati nella prima parte dall’Arciconfraternita Maria SS dei Sette Dolori, possenti nel silenzio della notte i battiti della grancassa accompagnata dai tamburi a termine della rappresentazione. Essenziale per la riuscita della serata la collaborazione concreta di uomini che a vario titolo ed in vario modo hanno contribuito all’allestimento delle scene ed in taluni casi assurti a pieni voti, per necessità, a tecnici delle luci e del suono. La migliore gratificazione per i promotori dell’iniziativa, la folla di spettatori proveniente dall’intero circondario compiaciuta, attenta dal principio alla fine, in decoroso silenzio. Petrizzi non è da meno allo spopolamento congenito di tutti i borghi dell’entroterra ma cerca puntando sulle proprie forze, di mantenere vivi riti e tradizioni conscia del fatto siano queste a creare la sacra catena tra un popolo ed il proprio passato. Ha con oggi inizio la settimana santa che qui, più che in altri luoghi, prevede funzioni religiose e usanze che vedono le proprie origini perdersi nella notte dei tempi.

Massimiliano Giorla

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