Pastores et aratores; dormienti e chiasso estivo

 Nell’Italia romana c’era un ricorrente conflitto tra pastori e contadini; praticamente irresolubile, perché i pastori volevano terre libere e incolte, e invece i contadini quelle stesse terre le volevano coltivare. Che c’entra questa roba di duemila anni fa?

 C’entra, perché a Soverato, dove non si sono più pastori e aratori, ricorre però ogni anno il conflitto tra stanziali e vaganti, tra dormienti e passeggiatori. E in tanti si lamentano che la notte si sentano parole, musiche, urla; il che, per ragioni acustiche, impedisce a qualcuno di dormire.

 Per carità, dormire è una necessità fisiologica di ogni essere vivente, quindi bisogna garantire il diritto al sonno. Giusto, però poi gli stessi dormienti, quando si svegliano, eccoli a riempirsi la bocca di sviluppo turistico, e Rimini del Sud, Taormina del Nord, Ibiza dell’Est, Rodi dell’Ovest; e urgenza di albergo a cinque stelle (distrattamente poi “strutture ricettive”, cioè appartamentini a manco un asteroide!). Quando si fa notare che il flusso di forestieri e locali comporta inevitabilmente movimento e chiasso, ecco spuntare le più ingegnose soluzioni di orari e silenzio.

 E invece il flusso, che qualcuno chiama turismo ma flusso è, è la sola attività rimasta a Soverato. Se no ne siete convinti, leggete le innumerevoli targhe VENDESI, AFFITTASI, che restano malinconiche memorie di un tempo che fu; e resterebbero anche se si leggesse REGALASI o PORTOVELO A CASA GRATIS.

 Nota storica: negli anni 1960-80 tutta Soverato si mise d’eroico impegno affinché NON ci fosse mai un Piano regolatore; e avvenne l’assalto al territorio, con assurda coesistenza, in un piccolo territorio, di case, caserme, lidi, chiese, negozi, parcheggi, scuole, uffici… a Rimini, quella vera non quella immaginaria, c’è Rimini con la città; e c’è, a bella distanza, la zona balneare; e a distanza siderale ci sono le discoteche (discoteche, non grammofoni ad alto volume). A Soverato, c’è tutto assieme nel caos, e i ragazzini passeggiano e urlano tra le case.

 Attenzione: passeggiano notte di sabato; stamani, giovedì 12 agosto, all’alba tra i pochi camminatori, ho potuto contare decine e decine di parcheggi vuoti; in verità, anche la sera…

 Non è turismo, questo; e finirà verso il 18-20 agosto. Però, in questo momento di fame, è l’unica cosa che possiamo fare. Altrimenti, l’attività rimasta a Soverato sono le pensioni! Pensioni, nemmeno più stipendi.

 L’ultima fase della guerra tra pastori e aratori è che qualcuno se la piglia con i giovanissimi, rei di non so quale corruzione. Ebbene, i ragazzi non vengono dalla Luna, ma sono stati educati, ed educati malissimo, dagli attuali adulti: da famiglie disunite, da scuole diplomifici, da una religione sociologica della domenica, da una culturella piccolo borghese che presenta come nobili ed etici quelli che sono invece modelli di depressione e di noia; e se un ragazzo appena appena alza la testa e tiene le spalle dritte e gli occhi al cielo, ecco l’accusa di bieco trionfalismo e l’invito implicito a rientrare nel gregge. Dobbiamo essere tutti uguali in basso, in bassissimo, vero? Dobbiamo essere tutti malati di qualcosa, vero? E se ai giovani non proponiamo ideali alti e degni, allora si gettano su quello che trovano.

 E ci sono giovani di grande valore, e che hanno studiato sul serio e sul serio lavorano. Bisogna aiutarli e premiarli, perché siano di esempio. Bisogna spazzare via l’ignobile moda del falso piagnisteo, su cui fanno carriera tanti furbetti della malinconia retribuita.

Ulderico Nisticò