Perché Capodanno?

I popoli antichi misuravano il tempo in modi molto diversi: i mesi, secondo le lunazioni; gli anni, con i moti del Sole, dal Solstizio d’inverno (Solis statio); gli inizi sono celebrati con storie e miti. I Romani, aUc, dalla fondazione dell’Urbe, 753 aC. I cristiani, e per essi tutti, contano gli anni dalla nascita di Cristo, ovvero 753 = 0. I musulmani, dal 622; il Giappone, da circa 2800 anni; gli Ebrei, dall’inizio del mondo.

Oggi molti popoli seguono ancora i calendari tradizionali ai fini religiosi; ma per l’uso pratico, il Calendario romano è ormai universale.

Questo, ai tempi di Romolo, comprendeva dieci mesi tutti uguali, con evidenti sfasature sulla realtà; e possiamo credere che le stesse date della storia romana regia e repubblicana siano discutibili quando non errate.

È da notare però che i consoli, che davano il nome ufficiale all’anno (M. Tullio Cicerone C. Antonio Hybrida consulibus = 63 aC), entravano in carica le Kalende di gennaio, l’1, che era dunque l’inizio legale dell’anno. Lo consacrava Ianus bifronte, dio di ogni principio e di ogni fine; donde, Ianuarius mensis.

Cesare, fra le molte urgenti e ottime riforme della sua dittatura, attuò quella della misurazione del tempo, seguendo il computo di Sosigene di Alessandria, e promulgando un decreto nel 46 aC. L’anno venne diviso in dodici mesi, quelli attuali, e in 365 giorni; poiché ogni anno avanzavano sei ore, con scadenza di quattro anni si introdusse il giorno intercalare: ante diem bis VI (sextum) Kalendas Martias, il 24 febbraio, donde l’anno bisestile di 366 giorni.

Dovettero trascorrere quindici secoli, perché ci si accorgesse che il calcolo di Sosigene aveva trascurato ogni anno sei minuti. Dopo lunghe discussioni, venne accettato il computo di Luigi Giglio (Aloysius Lilium) di Cirò; e papa Gregorio XIII, nel 1582, abolì dieci giorni dal 4 ottobre; si stabilì anche che non fossero bisestili gli anni -100 che non fossero multipli di 400. Il 2100, chi ci sarà, non vedrà un bisestile.

Il Gregoriano, subito adottato dai cattolici, venne accettato solo ai primi del XVIII secolo in Gran Bretagna e Paesi protestanti; in Russia nel 1918, con la rivoluzione d’ottobre… che lì era avvenuta a novembre. Le Chiese ortodosse, però, seguono rigorosamente il Giuliano.

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A questo punto, non resta che fare gli auguri di un 2022 migliore del 2021: e, francamente, non ci deve mettere molto impegno!
Auguri a famiglia, amici, conoscenti, e persino nemici.

Auguri al Comune di Soverato, alla Provincia di Catanzaro, alla Regione Calabria, alla patria Italia; e, con meno entusiasmo, all’Europa. Auguri alla Trasversale delle Serre e alla 106, che mi piacerebbe percorrere finché sono ancora arzillo e patentato.

Auguri ad Occhiuto, che mantenga il suo atteggiamento spiccio e fattivo, senza farsi fuorviare da tentazioni di buonismo: ma credo di no.

Auguri alla cultura calabrese, che la smetta con i piagnistei più o meno retribuiti, segue cena.
Auguri a Soveratoweb e ai suoi tanti lettori.
Ah, è anche il compleanno dell’euro: auguri con riserva.

Ulderico Nisticò