Manco finito di sentire che l’aeroporto di Crotone aveva registrato un primato di passeggeri, che la Ryanair decide di chiudere. Ora, provate a immaginare che il Crotone calcio vada l’anno prossimo, come io spero, in A; e che qualche tifoso voglia seguire la squadra… Immaginate!
Secondo l’aritmetica, è una follia, visto che a restare a Crotone la compagnia ci guadagna; ma poi veniamo a sapere che per restarci deve pagare un mare di tasse, e tanti saluti. La Ryanair non è un ente di beneficenza, non è un carrozzone di Stato: è una compagnia privata, che fa due conti come deve fare ogni imprenditore economico che manovra soldi suoi e soldi dei soci e degli azionisti. Punto!
Altro discorso, la politica calabrese: deputati, senatori, consiglieri regionali, Oliverio e la sua Giunta di Alto Profilo, partiti vari; altro discorso, la politica di Crotone; altro discorso, l’opinione pubblica, la stampa eccetera. Tutti questi signori devono seguire criteri politici, e valutare quale utilità traggano, finora, Crotone e tutta la Calabria dall’aeroporto; e a quali danni vadano incontro, se chiude. Prendere posizione durissima, protestare, ottenere trattamenti fiscali di vantaggio, e quant’altro.
Non so esattamente cosa si possa fare, e non è compito mio, bensì di tutti quei signori, e stanno lì apposta e sono strapagati per saperlo e per farlo. Io dico che devono agire.
Agire non significa mettere in piedi una buffonata di gente che, a favore di telecamere, grida mezzora “l’aeroporto non si tocca”, con appendice dello scemo laureato che tira fuori Pitagora e Milone. Significa fare sul serio, senza complessi d’inferiorità nei riguardi di nessuno. Sì, lo so che sto sognando: ce li vedete, i politicanti calabresi, a fare sul serio? O la voce grossa? O indire uno sciopero dell’intera Calabria, con blocco di strade e ferrovie e traghetti? Non hanno gli ingredienti fisici necessari.
Sentiremo chiacchiere, dichiarazioni solenni, parole parole parole… e da qui a otto mesi, Crotone chiude.
Ulderico Nisticò