“Periti al bar con imputati”, al processo Rinascita-Scott la denuncia di Gratteri

“Periti sorpresi a conversare al bar con imputati ai domiciliari del processo Rinascita-Scott in corso all’aula bunker di Lamezia Terme, alla presenza anche di legali e testimoni vari. Periti che – è emerso durante l’udienza del processo – chiedono una proroga di 24 mesi per portare a compimento, per conto del Tribunale di Vibo Valentia, le trascrizioni delle intercettazioni per il processo Rinascita ma che non disdegnano di farsi affidare incarichi da avvocati che difendono imputati nello stesso processo”.

È quanto ha denunciato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che ha chiesto al Tribunale, presieduto dal giudice Brigida Cavasino, che venga fatta chiarezza e vengano nominati anche nuovi periti.

“Il primo giugno il pm Annamaria Frustaci – ha sostenuto il procuratore – ha notato che il perito Nardone era seduto al tavolino del bar con il detenuto agli arresti domiciliari Mario Artusa in violazione delle prescrizioni afferenti al regime detentivo dell’Artusa. All’arrivo della dottoressa Frustaci il perito si sollevava di scatto e scappava, si allontanava velocemente mentre Artusa si dirigeva all’interno del bar. Fermato dal pm il perito non forniva alcuna giustificazione per questa conversazione con il detenuto. Un perito del tribunale era seduto al bar col detenuto, cioè con quello al quale doveva fare la trascrizione. Da alcuni accertamenti fatti dai rilievi di videosorveglianza è emerso – ha detto ancora Gratteri – questo episodio”.

Il collegio giudicante ha affermato che aveva già in mente di aumentare il numero dei periti e il prossimo 5 luglio i periti saranno chiamati a chiarire le vicende che li riguardano.