“Però, ragazzi, abbiamo vinto a Taurianova!”

 Premessa. La mia ultima tessera di partito, quella del MSI, ebbe scadenza il 31 dicembre 1994; poi fecero quella cosa oscena di Alleanza Nazionale cui mai aderii, e del resto fece la fine del topo. Dal 1995, ho votato a destra e a manca. In ordine alfabetico: Cinque stelle, Fiamma Tricolore, Forza Italia, Fronte Nazionale,  Lega, Rifondazione di  Calabretta e Pittellii …  Lega, alle ultime europee e regionali. Alle comunali di Soverato, non c’era nessunissima Lega manco per sussurri, quindi il problema non si pose. Avessero almeno costituito un gruppo Lega: niente. Davvero una bella scelta, la Urzino, da parte di Invernizzi e Rauti! Politicamente parlando, s’intende.

 In questa mia situazione anomala e transeunte, e mostrando qualche simpatia per la suddetta Lega, scrissi, su Soveratoweb, che mi stava benissimo la nomina di Invernizzi, non benché forestiero ma proprio perché forestiero. L’Invernizzi mi ringraziò, e io presi la cosa come un segnale politico. Partecipai, in veste privata, agli “Stati Generali” di Catanzaro, dove l’Invernizzi mi chiese di dire certe cose affinché potesse rispondere… e io presi la cosa come un segnale politico. Fine dei miei rapporti con Invernizzi, che non si fece vivo e io non cercai; e quindi fine dei segnali politici. Secondo le circostanze, elogiai e criticai la Lega, come uso fare in genere con tutti.

 Avendo votato Lega alle europee del 2019, accolsi poi con la massima opposizione l’assurda decisione di Salvini, l’8 agosto ’19, di far cadere il suo governo, con le conseguenze di Lamorgese, clandestini a palla, Azzolina etc. Diversi machiavellici della domenica (alcuni, gli stessi di AN: ahahahahahahahah) mi spiegarono che era tutto un astutissimo piano machiavellico per vincere nel 2040… forse: ahahahahahahah.

 Intanto si vota, il 26 gennaio 2020, per le calabri regionali; grazie al nulla eterno della sinistra uscente, stravince il centro(destra); la Santelli, fin quando può fare da sola, regge bene al covid; quando deve nominare gli assessori, iniziano gli scricchiolii. Per esempio, a Di Caprio nessuno ha spiegato che è l’assessore all’Igiene e non l’assessore ai discorsi antimafia. Gli altri, non pervenuti.

 Quanto a Spirlì, vicepresidente e assessore alla Cultura, è stato finora del tutto assente, non assumendo alcuna iniziativa culturale, né chiedendo in giro quelle idee di cui fosse eventualmente privo. Fosse… o è? O sta aspettando Muccino?

 A proposito: quanti assessori alla Cultura ci sono, in Calabria? C’è la Savaglio per l’istruzione… c’è (sulla carta) Spirlì… e infine la Santelli si tiene la delega per la Cultura. Proverbio calabrese: “Cu na fijjia, centu jenneri”, e la fanciulla restò zitella.

 In mezzo a tutto ciò, si perdono le tracce di Invernizzi, del quale non si sente parlare per lunga pezza non da me ma da tutti; e sceglie candidati con il gioco dei dadi. Arrivano intanto le elezioni comunali; la Lega va malissimo; il centro(destra), Lega in testa, straperde a Reggio e Crotone; però, ragazzi, la Lega vince a Taurianova. E fa pure festa!

 Nel nostro piccolo, non si intravede alcun sospiro della Lega a Soverato e Davoli e Satriano e Montepaone e Montauro. Va bene aver destituito la Urzino; al nuovo coordinatore della Lega nello Ionio catanzarese lascio di tempo un mese per vedere che è e che fa.

 La Lega dunque, che anche a livello nazionale non sta più tanto bene, in Calabria annaspa. Secondo me, dovrebbe richiamarsi Invernizzi, che in due anni non ha imparato, non ha capito niente della Calabria, e si è affidato all’inaffidabile. Se ne torni a Bergamo, e non venga più manco per il mare.

 Attenzione: non è che se ne va Invernizzi e spunta un altro, magari un calabrese qualsiasi, fa il miracolo. Prima delle persone, vengono le idee, ed è di idee che la Lega calabrese gravemente difetta. Non si sente alcuna analisi della realtà calabrese; e non si affaccia nessuna proposta. Eppure non è che la Calabria manchi di problemi da conoscere e da risolvere, vero? Manca di menti politicamente capaci. Politicamente: in politica, me ne faccio un baffo che Tizio è medico e Caio è professore e Mevio è poeta e Sempronio è artigiano e Pincopalla è scienziato e Pancopilla giornalista o carabiniere o bocconiano. La politica è una scienza autonoma, con criteri meramente ed esclusivamente politici. E qui non ci siamo.

  Torna il paragone con AN, che, nel puerile tentativo di essere d’accordo con tutti, arruffò ogni qualsiasi pateracchio pseudoideologico e di riferimento stor…. ahahahah, di cronachetta, da Gramsci a de Gasperi a J. Wayne… e terminò i suoi miseri giorni nel modo che meritava: il vuoto cosmico. Lo stesso per la calabra Lega, che ha pigliato di tutto… e si trovò, come AN, con niente.

 A proposito, anche la Lega, come la fu AN, vuole diventare liberale! Gliel’ha spiegato il filosofo Pera. Pera, voce ormai arcaica del verbo perire; la usa, credo per ultimo, il Foscolo, uno che di morti lui sì che se ne intendeva.

Ulderico Nisticò