Pietragrande, detta la “pietra di San Pelagio” è il borgo sommerso?

Molti non lo sanno ma il fiabesco scoglio che si erge dal mare a poca distanza dalla costa, posizionato al centro del golfo di Squillace nel comune di Montauro, da almeno un millennio è chiamato la Gran Pietra di San Pelagio. Il nome Pelagio deriva dal latino e significa “marino” “del mare”. Non conosco altro toponimo di questo Santo in Calabria. Ma chi era San Pelagio? Ce ne sarebbero almeno tre.

Il primo è San Pelagio di Emona, diacono e martire cristiano venerato come santo in Istria e nella zona del lago di Costanza. In Istria la toponomastica dei luoghi è quasi completamente di derivazione italiana e si può notare che lungo la costa occidentale curiosamente esiste lo “Scoglio di Montauro” (o “Muntravo”) presso la baia di San Pelagio, disabitato, esattamente nella zona a sudovest di Rovigno.
Il secondo è San Pelagio di Laodicea, vescovo del IV secolo.
Il terzo è San Pelagio da Cordova che fu un leggendario martire spagnolo del X secolo.

Mi piace però pensare anche ad una Santa Pelagia (per un periodo chiamata Pelagio) e alla sua straordinaria storia. Pelagia era una ballerina, attrice e prostituta di rara bellezza vissuta nel III secolo ad Antiochia. Aveva l’abitudine di attraversare la città ricoperta d’oro e pietre preziose con un corteo di servitù. Questo corteo un giorno si trovò a passare davanti alla basilica del beato Giuliano dove lì davanti stavano seduti alcuni vescovi. Tutti i prelati distolsero lo sguardo da lei tranne il più anziano di loro il quale ammonì i religiosi con parole che toccarono il cuore della donna che in poco tempo mutò i suoi preziosi abiti con la tunica del penitente, si fece battezzare e, lasciata Antiochia, si recò a piedi fino a Gerusalemme dove visse in una grotta presso il Monte degli Ulivi per il resto dei suoi anni. Scambiata per un uomo (Pelagio) si scoprì la sua vera identità dopo la morte.

Mi risulta che il calabrese giramondo Francesco Gemelli Careri nel 1600 si recò in visita alla grotta della meretrice convertita: Santa Pelagia.
Altra curiosità. Ho sentito più volte dire, e ciò mi è stato ultimamente confermato dal presidente della cooperativa dei pescatori di Soverato, che in alcune giornate limpide e col mare calmo, sul fondale intorno allo scoglio di Pietragrande di Montauro si notano resti di pavimentazioni in basolato. Nel recente passato alcuni pescatori gettando le proprie reti in quel tratto di mare hanno portato in superficie, oltre alle suddette porzioni di basolato, anche tegole. Si tratta dei resti di un villaggio con le sue strade?

Certamente è tutto da verificare. Di recente ho contattato un istruttore di Archeologia Subacquea che conosce perfettamente questo tratto di mare il quale mi ha riferito che ”non è da escludere che possa uscire fuori qualcosa con qualche mareggiata che sposti i banchi di sabbia e detriti…”. D’altronde un tempo il mare in quella zona era molto più arretrato rispetto ad oggi.
Ultima curiosità: sul fondale del golfo di Manfredonia sarebbe sprofondata un’antica città chiamata santa Pelagia.

Giuseppe Pisano