Piove mezza giornata …

maltempo-ombrello-meteoPiove solo da stamattina 9/9/15, non da quaranta giorni e quaranta notti come il Diluvio di Noè; piove il giusto, non si sono aperte le nubi e le cateratte del cielo: Catania, Messina, Melito Porto Salvo eccetera nuotano nell’alluvione. Succede ogni volta che cade un poco di pioggia. Sarei curioso di andare a fondo delle cose.
Boh: l’acqua piovana dovrebbe essere assorbita dalla terra; se la terra non basta, ci vorrebbero canali di scolo; e questi canali, se ci sono, andrebbero puliti, se no non scolano un accidenti, anzi rigurgitano e respingono le acque. Secondo me, dev’essere così.
Il disastro del Beltrame fu causato (a parte l’incoscienza di non aver sgombrato le capanne di corsa!) da evidente sporcizia che fece effetto tappo. Non mi commuove che la perizia X abbia detto Y: se l’alveo di quel rigagnolo fosse stato pulito, l’acqua non sarebbe diventata, come divenne, una bomba!
E chi si ricorda, in un’altra occasione, l’auto fatta saltare in aria da un tombino soveratese? Povera acqua, in una fogna sporca trovò solo quella via d’uscita.
Eccetera.
Siccome le inondazioni sono una caratteristica di tutta Italia… pensate che ai tempi di Tiberio si discusse in senato di deviare il Tevere… sì, ma non è una consolazione, anzi, un’aggravante.
Negli anni della non mai troppe volte deprecata Prima repubblica, dilagò l’anarchia urbanistica come ogni altra anarchia, e tutti hanno costruito dove e come hanno voluto; e l’anno scorso in Liguria si scoprirono edifici pubblici abusivi e costruiti sopra letti di fiumi! Quanto dire.
Manca una politica nazionale (e figuratevi una della Regione Calabria) per la corretta gestione del territorio. La gestione ordinaria, però, non fa notizia, e perciò non interessa né ai politicanti né ai giornalisti né a quelli che in un modo o nell’altro lucrano sugli interventi straordinari, eroici salvatori della patria in favore di allertate telecamere.
Politica nazionale significa regolari investimenti per lavori di regolare e periodica manutenzione e pulizia. Significa lavoro non nel senso di posto ma di lavoro: e la nostra amata Calabria vanta 7000 (settemila) tizi pagati che si chiamano proprio “operai idraulico-forestali”, e che quindi dovrebbero darsi da fare con i fossi, i canali, i fiumi eccetera.
Ci sono tanti disoccupati, in giro! Anche i cortesi ospiti stranieri a 35 euro al giorno potrebbero guadagnarseli con le braccia, che, a quanto vediamo in tv, hanno giovani e robuste.
Non vi piace? Tenetevi le catastrofi dopo mezza giornata di pioggia.

Ulderico Nisticò

 

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