Più poveri se facessimo dell’UE un nemico

Il Movimento politico “Italia Plurale”ritiene che l’Europa non abbia colpe del nostro disagio

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che saremmo stati più poveri senza l’Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario. Attribuire all’Europa le pecche del nostro malessere è un inganno; non porta alcun beneficio e ci deconcentra dai problemi reali. Ciò che è certe volte inteso come sacrificio per la nostra partecipazione all’euro sono in vero l’effetto del rallentamento con cui il Paese ha reagito alle trasformazioni tecnologiche ed all’apertura dei mercati, altri paesi hanno operato meglio di noi.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che c’e bisogno di un impegno unanime, l’intervento di tutti, lungo un senso di marcia che la politica deve individuare con linearità: c’e bisogno di un bilancio pubblico più indirizzato verso regole a supporto del lavoro e dell’attività produttiva, una tecnica determinata ed accettabile di diminuzione del debito, in sostanza cambiamenti strutturali di grande respiro. Le imprese da parte loro dovranno prendere le opportunità giuste che concedono i mercati e la tecnologia.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che crescite della spesa pubblica o cali di entrate vanno compresi in un panorama che ne assicuri la logica finanziaria e ne chiarisca obiettivi, priorità e fonti di finanziamento. Bisogna precisare che affinché il bilancio pubblico possa concorrere ad una crescita duratura del tasso di ottimizzazione del prodotto sono necessari azioni complete sulla distribuzione della spesa e delle entrate.

Riguardo alle banche, il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che vada evidenziato il rischio che siano danneggiate dalla recessione e vi sia la possibilità di un ritorno di “rischi macroeconomici”. Bisogna a tal proposito supportare la sviluppo ed alleggerire le tensioni sui mercati per assicurare la totale efficienza delle banche.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” è convinto che per dare un apporto alla portata produttiva del Paese, vanno prese in esame le problematicità che incrociamo nell’attrarre lavoratori con una qualificazione superiore così come nell’integrazione e nella preparazione di chi viene da altri paesi. Non bisogna poi tralasciare l’importanza del peso sulla produttività di giovani e laureati che ogni anno abbandonano l’Italia e la diminuzione della capacità produttiva collegata con i trend demografici. Da qui al 2030 senza l’apporto dell’immigrazione la popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni si ridurrebbe di tre milioni e mezzo, scenderebbe di ulteriori sette nei successivi 15 anni. Oggi per ogni 100 persone in questa classe d’età ce ne sono 38 con almeno 65 anni, tra 25 anni ce ne sarebbero 76.
Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene infine che vi è la necessità di far ripartire l’economia italiana, e per questo invita il governo ed il Parlamento a discuterne presto.

 

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