Polo Oncologico, urge soluzione per gli ex dipendenti della “Campanella”

Intervento di Ivan Mancuso del Movimento civico “Parliamone”

IVAN MANCUSO

Ivan Mancuso

La visita al presidio “Ciaccio” dell’altro ieri del commissario straordinario Massimo Scura, ha messo in evidenza, ancora una volta, quanto sia precaria la situazione dell’assistenza oncologica in Calabria, situazione accentuatasi dopo la vergognosa chiusura della Fondazione Campanella con il licenziamento di centinaia di lavoratori.
“Da noi – ha dichiarato Ivan Mancuso, rappresentante del movimento civico “Parliamone” – i problemi seri rimangono sempre insoluti. E quale problema è più serio di una vera assistenza oncologica pubblica e di una concreta lotta alla disoccupazione giovanile che negli ultimi anni ha raggiunto livelli da record? Riteniamo quindi che il commissario Scura, così come ha più volte dichiarato, debba farsi immediatamente carico di tale situazione, con un provvedimento ad hoc – da concordare naturalmente con la giunta regionale – che consenta ai lavoratori della ex Fondazione Campanella, specie a quei pochi (una quindicina) appartenenti alle categorie protette, di riprendere la loro attività lavorativa nell’ambito del costituendo nuovo Polo oncologico. Stabilizzare il personale precario delle aziende sanitarie e ospedaliere, senza dare la possibilità ai dipendenti della Fondazione Campanella di fruire almeno di questa occasione è un ennesimo schiaffo morale verso chi, per anni, ha fatto nel migliore dei modi il proprio dovere, assistendo amorevolmente migliaia di pazienti e consentendo alla regione Calabria di ridurre notevolmente i dati sulla migrazione sanitaria. Dati che ora hanno subito una vera e propria impennata. Chi potrebbe, d’altronde, rispondere al meglio alle esigenze degli ammalati, – chiede Mancuso – se non gli stessi operatori che per anni li avevano assistiti? Ma si sa, quando la politica preferisce il privato al pubblico, anche le cose più naturali diventano difficili. La Calabria è questa. Cambiano i vertici, ma i problemi permangono quando addirittura non si accentuano. Ci chiediamo: dove sono i nostri deputati e senatori, dove sono gli assessori e consiglieri regionali? E perché gli ex dipendenti della Fondazione Campanella, soprattutto quelli appartenenti alle categorie protette, non hanno avuto lo stesso trattamento degli ex dipendenti dell’Ardis? Sono figli di un Dio minore? Al commissario Scura e al presidente Oliverio chiediamo di mettere da parte, una volta per tutte, i loro dissidi e di trovare una soluzione immediata che consenta a tanti lavoratori di riprendere la loro attività, nell’ambito del costituendo nuovo Polo oncologico”.
La stessa richiesta la facciamo ai deputati e senatori cinquestellati, Nesci, Parentela, Morra, che hanno a cuore le sorti della sanità calabrese – conclude Ivan Mancuso – e che nei mesi scorsi hanno incontrato il vice-presidente della Giunta. Siamo convinti che la loro pressante azione in direzione di una nuova collocazione dei dipendenti della “Tommaso Campanella” potrebbe portare qualche positivo risultato, visto che nulla, sino adesso, hanno fatto tutti gli altri parlamentari della regione. A loro affidiamo quindi il nostro messaggio e le nostre speranze”.

 

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