Prendendo spunto dalla tassa di soggiorno…

…e solo spunto. Io non faccio il giudice, e sono poco giustizialista, e nemmeno schiatto di entusiasmo per la Giustizia, dopo le belle nuove su Palamara e Petrini e roba del genere. Lascio dunque l’indagine a chi è del mestiere, sperando che lo sappia fare; e non a babbo morto.

 Abbiamo letto che alcune strutture non avrebbero versato la tassa di soggiorno al Comune. Ebbene, se prendiamo alla lettera quanto trapela, facciamo una curiosa scoperta: una sola delle cifre pare consistente, le altre sono modeste. Cosa deduco?

 Deduco, e dichiaro per la centesima volta, che a Soverato c’è un (01) albergo; altri sono affittacamere, solo nel breve periodo estivo. O volete leggere, alla data del 17 giugno, un bel cartello CHIUSO?

 E siccome Soverato, in quel breve periodo estivo, brulica di forestieri, deduco, e dichiaro per la centesima volta che:

  • o dormono altrove e la sera intasano il traffico alla ricerca folle di un parcheggio al centro (tutti nobili e ricchi e a bordo di auto lussuose, il cui nonno avrebbe considerato sogno impossibile possedere un carretto a vacche plurivalenti: da latte e da tiro e poi da carne!);
  • o dormono a Soverato in nero, nel nero più nero, e non risultano da nessuna parte: anime morte, turisti fantasma.

 Deduco, e dichiaro per la centesima volta che i cortesi ospiti in nero:

  • possono essere terroristi palestinesi o agenti israeliani, entrambi con gli attrezzi del mestiere e ugualmente pericolosi; o paciosi travetti; o mafiosi latitanti: è uguale, tanto non presentano documenti: in albergo, è obbligatorio;
  • in nero, buttano giù i prezzi, e perciò la qualità del turismo e degli stessi appartamenti in nero;
  • per quello che qui ci riguarda, NON PAGANO LA TASSA DI SOGGIORNO; e tasse in genere.

 Ora, giudici, come la mettiamo? Certo, dura lex sed lex: ma se l’albergo deve pagare la tassa, come mai il privato in nero non paga un bel niente? Come mai nemmeno dichiara che il suo appartamento è occupato da Rossi Mario che invece a casa sua si chiama in tutt’altro modo?

 Tutto questo deve finire, e i primi a pretenderlo dovrebbero essere quelli che hanno strutture legali. E il Comune, perché no?

 Se domani, per un colpo di pazzia, il popolo mi eleggesse capotribù con pieni poteri, io sapete che farei? Riunirei, fascia tricolore nell’abbondante mia epa, i comandi di Carabinieri, Finanza, Marina, Polizia, Vigili Urbani, e li “inviterei” a una battuta di quelle che tanto piacciono al Tg3, tipo “è in corso dalle prime luci dell’alba… ”, cioè a bussare ai ben noti appartamenti in nero, svegliare i divertaioli, domandare nome e cognome, poi farsi esibire carta d’identità (le due cose, ovviamente, sovente non coincidono!) e contratto d’affitto (come dire, la Befana). E via denunzie a raffica. Indagate, ragazzi, indagate!

 Basta così: vedrete che dal giorno dopo gli appartamenti verranno affittati solo in bianco, in bianchissimo; e solo tramite agenzia; e, di conseguenza, pagando la tassa di soggiorno. E finisce l’illegalità che sgoverna, legalizzata, dal 1950!

 Quanti soldi di tassa incasserebbe, il Comune! Magari utili per aggiustare le fogne che scoppiettano qua e là, e in molti posti centrali puzzano. Eccetera.

Ulderico Nisticò