Presentata la seconda edizione di Santa Maria di Soverato

Il libro sulla chiesa e festa di Santa Maria di Portosalvo, o Madonna a mare, è stato presentato l’8, giovedì, nel salone don Bosco della Parrocchia, nel corso di una manifestazione che ha associato due caratteristiche apparentemente diverse: vivacità e ritmo serrato.

Sotto la gentile e ferma guida di Teresa Pittelli, sono intervenuti: il parroco dell’Immacolata, don Alfonso Napolitano; il direttore del Comitato, Gianfranco Caminiti; il presidente del Consiglio comunale, Emanuele Amoruso; mons. Giorgio Pascolo, parroco dell’Addolorata; mons. Gregorio Montillo, vicario episcopale; gli autori, Tonino Fiorita e Ulderico Nisticò; e con particolare onore per tutta la comunità, S. E. R. mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro Squillace e presidente della CEC.

Numerosissimo e partecipe il pubblico, pur nel rigoroso rispetto delle norme sanitarie vigenti; tanto che, superato il limite numerico, molti altri sono stati pregati di allontanarsi. Ai posti d’onore, i comandanti di Carabinieri, Polizia, Marina e Finanza.

Il volume, infatti, suscita uno speciale interesse per la storia e le cronache di una manifestazione religiosa che, ormai da 115 anni, segna profondamente l’estate cittadina; e che attira anche l’attenzione dei turisti. Portosalvo significa sì la salvezza materiale; ma soprattutto la guida spirituale che la Madonna esercita nel condurre alla salvezza eterna.

La chiesetta venne costruita da Rocco Caminiti, uomo di mare e commerciante, che sarà poi sindaco. La promise alla Madonna per voto, dopo lo scampato pericolo del naufragio della sua nave. Il 28 agosto del 1904 venne celebrata dal sacerdote Saverio Pittelli la prima S. Messa. È notevole l’ipotesi, formulata dagli autori, che la data sia stata scelta in ricordo di s. Agostino, quindi dell’antico convento della Pietà; da cui, è bene dirlo, proviene la Deposizione del Gagini.

Attorno alla chiesetta, ebbe origine la festa, con la suggestiva processione a mare; e con tutti i riti sacri, e anche le costumanze paesane, che sono ben note: triduo, giochi dei bambini, fuochi d’artificio…

La chiesa e la festa hanno formato comunità, e il libro ricorda in tanti che, nel tempo, si sono impegnati e s’impegnano per la ricorrenza. Non mancano aneddoti e narrazioni che costituiscono anche un documento di microstoria locale, e in fondo anche un modello di microstoria di ogni costruzione religiosa.
Questa seconda edizione si è resa necessaria perché la prima è andata in esaurimento; ma anche per l’utilizzazione di nuovi documenti degli archivi di don Pascolo e di Fiorita. È disponibile da oggi.