Processo inchiesta “Coccodrillo”, tre condanne e quattro società confiscate

Il gup di Catanzaro Matteo Ferrante in uno stralcio del procedimento denominato Coccodrillo che riguarda gli imprenditori Antonio Lobello e i figli Giuseppe e Daniele, ha emesso tre condanne e disposto la confisca di quattro società e di ingenti somme di denaro.

Gli imprenditori sono accusati di intestazione fittizia di beni, realizzati attraverso un sistema di società, formalmente intestate a terzi, e tuttavia dagli stessi controllate e gestite, al fine di sottrarre il proprio patrimonio aziendale all’adozione di eventuali misure di prevenzione antimafia. A vario titolo le accuse riguardano anche il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, estorsione e favoreggiamento reale.

Giuseppe Lobello è stato condannato a 8 anni e 10 mesi di reclusione (il pm Veronica Calcagno aveva chiesto 12 anni), più l’interdizione a contrarre con la pubblica amministrazione per 5 anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici; Antonio e Daniele Lobello sono stati condannati a 4 anni e 8 mesi di reclusione (l’accusa aveva chiesto 8 anni ciascuno).

Cade, per tutte le accuse, l’aggravante mafiosa. Il gup Matteo Ferrante ha, inoltre, ordinato la confisca delle società Strade del Sud srl, Marina Cafè srl, Consorzio stabile Genesi, Consorzio stabile Zeus. Il giudice ha revocato il sequestro della Trivellazioni Sud srl limitatamente e questo procedimento e ha ordinato la confisca di denaro o, in mancanza o insufficienza di questo, di beni mobili o immobili fino a raggiungere l’importo di 62.292 euro nei confronti di Giuseppe Lobello e 961.279,12 nei confronti di Giuseppe, Antonio e Daniele Lobello.