Tre ergastoli e un’assoluzione. Sono state queste le richieste di condanna formulate dal pubblico ministero Elio Romano nel processo “Perseo” che riguarda sette omicidi compiuti a Lamezia tra il 2005 e il 2010. Ergastolo, quindi, per Vincenzo Arcieri, Franco Trovato e Antonio Voci mentre per Giancarlo Chirumbolo la pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione.
Nell’udienza che si è tenuta in Corte D’Assise a Catanzaro, il pm Elio Romano nella sua requisitoria ha evidenziato come tutti i collaboratori abbiano riferito in maniera unitaria della responsabilità di tutti e tre gli imputati (Arcieri, Trovato e Voci) negli omicidi in cui sono ritenuti coinvolti e che le piccole divergenze tra le dichiarazioni dei collaboratori non possano intaccare tutto l’impianto accusatorio.
Per quanto riguarda la posizione di Giancarlo Chirumbolo, il pubblico ministero ha sostenuto come, a parte Giuseppe Giampà, che ha parlato del coinvolgimento di Chirumbolo nell’omicidio di Bruno Cittadino come colui che aveva mandato il messaggio per avvisare, e Francesco Vasile che ha riferito di un suo coinvolgimento, nessun’altro collaboratore abbia parlato dell’imputato. Sono state calendarizzate, inoltre, le discussioni dei difensori, gli avvocati Ferraro, Marchese, Mandarino, Staiano e Galeota, e a fine dicembre è prevista la sentenza.