Procura europea di Catanzaro, e cadute di massa dal pero


 Riassunto. Viene istituita la procura europea, sede di Catanzaro, competenza su Calabria e Basilicata; vengono effettuati due “interpelli”, e nessuno risponde; la procura europea di Catanzaro viene soppressa. A Catanzaro e dintorni, intanto, si verifica una pioggia di cadute dal pero, ovverosia ci si accorge della cosa quando il guaio è stato combinato e archiviato.

 Premetto il mio massimo disprezzo umano per i potenziali candidati che non hanno presentato domanda. Per farvi capire quanto mi fanno schifo, ho letto che, secondo qualcuno, Catanzaro ha difficoltà di collegamenti per strada – e già non è vero – e, udite udite, “per mare”. Forse i potenziali procureuropei sono tutti in possesso di un panfilo a tre alberi, e non sanno dove attraccare? O vogliono venirci a nuoto? O hanno letto delle sette, otto pagliacciate degli sbarchi di Ulisse e vogliono sbarcare anche loro, magari per incontrare una fanciulla disinvolta come Nausicaa?

 Esprimo poi la mia condanna degli intellettuali piagnoni segue cena, che veicolano della Calabria un’immagine triste del tutto falsa, che però consente loro di vendere libri… beh, diciamo di farseli acquistare. Leggere… ma che gliele frega? Tanto sono sempre le stesse chiacchiere riciclate.

 Qualcuno si è accorto che Catanzaro non è una città “attrattiva”. Ma mica un magistrato deve scegliere la sede in base a se ci sono o meno discoteche o altri luoghi che non nomino! Se è una persona colta, ci sono biblioteche e musei.

 E vengo al fu sindaco Abramo, all’attuale sindaco Fiorita, ai suoi competitori Ferro, Talerico e Donato, i quali non si accorsero mai di nulla nei mesi scorsi, e piangono ora sul latte versato.

 Idem per i politicanti in generale, e di ogni ordine e grado, e partito.

 Idem per i magistrati della Calabria, e anche della Basilicata, che, per quanto ne so, non hanno mai sussurrato un sussurro sull’argomento.

 Fin qui, sarebbero solo opinioni. E veniamo a chi invece avrebbe il dovere istituzionale di prendere qualche provvedimento, e cioè:

– Il Consiglio Superiore della Magistratura, tra uno dei suoi guai e l’altro;

– Il presidente del suddetto CSM;

– Il ministro Nordio.

 Che devono fare, questi illustri signori? Presto detto: un ORDINE DI SERVIZIO. Si piglia il primo in potenziale graduatoria, Pinco dottor Pallino, e lo si manda d’ufficio a Catanzaro. Pinco farà subito ricorso al TAR, e il TAR gli darà ragione? Intanto si deve pagare l’avvocato, e magari il suo [ben poco] onorato nome uscirà sui giornali, spubblicato a vita.

Ulderico Nisticò